SPAGNA
Vescovi: il messaggio dei martiri e la dottrina sociale della Chiesa
LA STORIA E I MARTIRI. “Dobbiamo studiare la storia per conoscerla sempre meglio; ed una volta lette le sue pagine, impariamo le sue principali lezioni: la convivenza di tutti nelle diversità legittime, l’affermazione della propria identità in maniera non aggressiva bensì rispettosa delle altre, la collaborazione tra tutti i cittadini per costruire la casa comune sulle fondamenta della giustizia, della libertà e della pace”. Lo ha detto il presidente della Conferenza episcopale spagnola, mons. Ricardo Blázquez Pérez, inaugurando l’Assemblea plenaria dei vescovi, che si è tenuta a Madrid, dal 19 al 22 novembre. Prendendo spunto dalla beatificazione dei 498 martiri spagnoli, avvenuta il 28 ottobre a S. Pietro, e dalla guerra civile che insanguinò la Spagna negli anni ’30, mons. Blázquez Pérez ha chiarito: “Ricordiamo la storia non per scontrarci bensì per imparare da lei o la correzione di ciò che abbiamo fatto male o il coraggio per proseguire sul sentiero giusto”. “Il martirio – ha aggiunto – è come un test che comprova inequivocabilmente la qualità di un cristiano. La statura spirituale e morale degli uomini raggiunge nei martiri la misura suprema”. Perciò, “di fronte all’usura del tempo e contro il pericolo della routine, l’integrità dei martiri c’invita a superare la mediocrità”.PAROLE PROFETICHE. Il 21 novembre i vescovi hanno concelebrato una messa di ringraziamento per la recente beatificazione dei 498 martiri del XX secolo e in ricordo del 25° anniversario della visita di Giovanni Paolo II in Spagna, che in quell’occasione inaugurò la sede della Conferenza episcopale spagnola, a Madrid. “Le parole del Santo Padre pronunciate in Spagna 25 anni fa – ha detto nell’omelia mons. Fernando Sebastián, arcivescovo emerito di Pamplona e vescovo emerito di Tudela, segretario della Conferenza episcopale spagnola all’epoca della visita di Giovanni Paolo II – hanno oggi la stessa o ancora più attualità che allora. La sua visita fu veramente profetica”. Le parole di fiducia verso la Chiesa spagnola, pronunciate dal Papa polacco sono state ricordate anche dal nunzio apostolico in Spagna, mons. Manuel Monteiro de Castro. PROFONDE RADICI CRISTIANE. All’inizio della messa è stato letto un messaggio del card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, nel quale ha comunicato ai vescovi la gioia di Benedetto XVI per la numerosa partecipazione di spagnoli alla beatificazione dei 498 martiri a S. Pietro, il 28 ottobre. Il Papa, ha evidenziato il card. Bertone “ha molto apprezzato la cura con cui è stato preparato questo evento, tanto significativo per tutta la Chiesa, nelle diocesi e nelle comunità religiose da cui provenivano i nuovi beati”. “Il Papa – ha aggiunto il card. Bertone – conosce bene e segue con attenzione la situazione della Chiesa in Spagna, di così tanto profonde radici cristiane”, che ha portato tanti frutti, e che ha invitato a seguire su questa strada attraverso “un’azione missionaria per la crescita della fede e la sua diffusione in altre parti del mondo”. L’arcivescovo di Québec (Canada), card. Marc Ouellet, ha parlato del Congresso eucaristico internazionale che si celebrerà a Québec dal 15 al 22 giugno 2008.DARE TESTIMONIANZA. L’Assemblea plenaria dei vescovi ha anche approvato, in occasione del 40° anniversario dell’enciclica “Populorum progressio” di Paolo VI e del 20° anniversario dell’enciclica “Sollicitudo rei socialis” di Giovanni Paolo II, l’esortazione pastorale “Affinché abbiano vita in abbondanza”. Nel testo si chiede di “dar testimonianza affinché la spiritualità cristiana non si confonda con il soggettivismo superficiale di una spiritualità che non è trascendente”, ma che invece “si cerchi di vivere una spiritualità incarnata, secondo lo stile del Vangelo”. Sempre per il 40° anniversario della “Populorum progressio”, in Spagna la Commissione episcopale per la pastorale sociale ha organizzato un simposio internazionale di Dottrina sociale della Chiesa”, intitolato “Il diritto ad uno sviluppo integrale… lo sviluppo è il nuovo nome della pace”, che si terrà dal 30 novembre al 1° dicembre alla Fondazione Paolo VI di Madrid e a cui parteciperà il card. Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga, presidente di Caritas internationalis. L’Assemblea ha approvato anche il documento “Chiesa in Spagna e pastorale delle migrazioni”. Nel testo si evidenzia che “l’immigrazione in sé non è un male, è un fenomeno umano complesso e antico come l’umanità”. “La presenza degli immigrati, continua il documento, “offre alla Chiesa l’opportunità” di mostrare “la sua vocazione a essere segno, fattore e modello di cattolicità per la nostra società nella vita concreta delle nostre comunità cristiane”. L’Assemblea, infine, ha deciso di celebrare la Giornata nazionale per la vita ogni anno il 25 marzo, festività dell’Incarnazione, mentre la Giornata della famiglia e della vita continuerà a celebrarsi a dicembre, come fatto finora, però concentrandosi maggiormente sugli aspetti della famiglia.