Germania: una fondazione “per riconciliare”

Il presidente della Conferenza episcopale, card. Karl Lehmann, e il presidente dei Ministri del Land Turingia hanno presentato il 19 novembre a Berlino la nuova “Fondazione Maximilian Kolbe per modi di riconciliazione in base alla forza della memoria”. La fondazione dispone di un capitale di circa 1,1 milioni di euro, con cui verranno finanziati progetti “di carattere esemplare in Europa, che contribuiscano ad esprimere gli effetti dell’ingiustizia e della violenza in modo da rendere praticamente vivibile una nuova coesistenza pacifica”, recita lo statuto. Beneficiari di questa iniziativa sono le vittime di violenze, guerre, espulsioni e totalitarismo e i relativi gruppi di auto-aiuto. La fondazione intende riunire le persone indipendentemente dalla religione, confessione o dall’ideologia mediante incontri personali nel cammino della riconciliazione in Europa. I grandi progetti sociali totalitari del XX secolo hanno causato catastrofi materiali e spirituali che ancora esercitano il proprio influsso”, ha dichiarato Lehmann. “Un confronto critico e autocritico con la storia”, nonché “la riconciliazione tra le nazioni e all’interno di esse rappresentano sono pertanto compiti permanenti dell’Europa”. “La storia dell’ingiustizia e della sofferenza non può essere cancellata”, ha aggiunto. “L’elaborazione del passato deve essere orientata alle vittime dell’iniquità. Non si tratta solo di questioni di risarcimento materiale”, ha puntualizzato, “bensì di riconoscimento umano della sofferenza patita”. La nuova fondazione non intende essere un’iniziativa unicamente tedesca. “Quando si tratta della costituzione interna dell’Europa e del punto di riferimento morale per il futuro del nostro continente, è sempre più importante che la Chiesa dia il suo contributo nei diversi Paesi”, ha spiegato Lehmann. Infatti, “nella nuova fondazione cooperano intenzionalmente innanzitutto la chiesa e i cattolici di Germania e Polonia”. “Ma nel futuro dovranno partecipare anche conferenze episcopali e organizzazioni di altri Paesi”, con l’obiettivo di ottenere che la Fondazione Maximilian Kolbe diventi una “rete europea della riconciliazione”.