COMECE
Chiesa cattolica e istituzioni Ue: assemblea plenaria a Bruxelles
Si svolgerà dal 21 al 23 novembre a Bruxelles l’assemblea plenaria d’autunno della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea). L’appuntamento cade a distanza di un mese dal via libera dato a Lisbona, lo scorso 19 ottobre, dai capi di Stato e di governo dei 27 al nuovo Trattato di riforma, che verrà firmato il prossimo 13 dicembre e ratificato nel 2008. Il SIR ha incontrato il segretario generale della Comece, mons. NOËL TREANOR .POLITICA ESTERA. “La missione specifica della Comece è accompagnare la politica dell’Ue dialogando con le istituzioni comunitarie in nome delle Conferenze episcopali dei Paesi membri – spiega il segretario generale -. In linea pertanto con questa missione, in apertura della plenaria, il presidente, mons. Adrianus van Luyn, terrà una prolusione sullo status quaestionis della politica Ue. Innanzitutto il Trattato di riforma. Il presidente sottolineerà l’importanza del dialogo tra Chiesa e politica, in attuazione dell’art.15b del Trattato, che afferma il rispetto dello statuto di cui godono le Chiese e le comunità religiose in virtù dei singoli diritti nazionali. Riconoscendo l’identità e il contributo specifico di queste Chiese, sulla base del citato art.15b l’Ue si impegna ad approfondire il dialogo trasparente e regolare con esse, permettendo così ai cristiani di accompagnare in modo più efficace il processo di costruzione europea”. Per mons. Treanor, “il Trattato di riforma costituirà lo sfondo e il punto di partenza dell’assemblea, e sarà presentato ai vescovi nella seconda giornata (il 22), sessione di informazione-formazione, da un funzionario della Commissione europea e dall’eurodeputato Elmar Brok, uno dei rappresentanti del Parlamento all’ultima Conferenza intergovernativa. Oggetto di analisi, in particolare, l’azione esterna dell’Ue, la misura in cui le nuove disposizioni del Trattato potranno rafforzarne la politica estera, rendendola più coerente ed efficace sullo scenario mondiale. Una sessione sarà dedicata all’Africa; un’altra al Kosovo”. LE PRIORITÀ. “A seguire – spiega mons. Treanor – verrà sottoposto ai vescovi il documento sul matrimonio e la famiglia presentato dal segretariato Comece la scorsa settimana; verrà quindi tracciato un bilancio del congresso Comece a Roma (marzo 2007); dell’Assemblea di Sibiu e della visita del Papa a Mariazell (settembre); della Settimana sociale dei cattolici italiani e dell’incontro della Comunità di Sant’Egidio a Napoli (ottobre). Ci si chiederà come sviluppare gli spunti emersi. Il segretario generale del Ccee, mons. Aldo Giordano, riferirà su Sibiu, sull’assemblea generale Ccee (Fatima, ottobre 2007) e sull’incontro Ccee-Secam (Simposio delle Conferenze episcopali di Africa e Madagascar) appena conclusosi in Ghana”. Si discuterà quindi di “migrazione – anche illegale – dei Paesi dell’Africa del Nord verso Malta e l’Italia del sud, e di possibilità di una comune politica di asilo, temi che fanno parte del lavoro quotidiano della Comece. Presente un rappresentante della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa”. “Anche la ricerca e la bioetica, l’Anno del dialogo interculturale (2008), e l’attività della Commissione per gli affari sociali – che sostituiscono alcuni dei dossier dei lavori in corso presso il segretariato Comece – verranno presentati nella conferenza stampa del 23 novembre”.CHIESA E NUOVO TRATTATO . In che modo la Comece ritiene di contribuire al dibattito che accompagnerà la ratifica del Trattato? “Questo è compito dei vescovi membri – risponde Treanor – e sarà certamente legato alle situazioni di ogni Paese e alle diverse modalità di ratifica: per via referendaria, come l’Irlanda, o per via parlamentare. Per l’agire della Chiesa sarà determinante anche la qualità delle relazioni tra Chiesa e Stato. In generale, però, credo che i vescovi sottolineeranno la necessità che l’Ue e i governi degli Stati membri facciano crescere nei cittadini la fiducia nel progetto europeo. Ciò tuttavia richiede da parte dell’Ue una politica coerente e radicata in un sistema di valori. Le istituzioni europee devono impegnarsi per rendere credibili i valori di cui si parla nel Trattato. Anche il sostegno all’Africa può costituire un vettore di credibilità per l’Ue. Occorre inoltre riconoscere il ruolo positivo della religione anche a livello internazionale: essa può contribuire non solo ad una società più coesa, ma anche ad una migliore comprensione fra i popoli attraverso il dialogo interreligioso”. L’ecumenismo è un’ulteriore priorità per i vescovi europei: “Dalla visita effettuata nel 1994 dall’allora presidente Comece Homeyer e da me ai patriarcati delle Chiese di Grecia, Costantinopoli, Mosca, Sofia e Bucarest, sono state instaurate buone relazioni e un dialogo fruttuoso con le Chiese ortodosse. Per le Chiese riformate, esiste da tempo un Comitato misto Comece-Commissione Chiesa e società della Kek per individuare i punti delle politiche Ue su cui è possibile un’azione comune”.