CROAZIA
25 novembre, elezioni del Parlamento
I progressi della Croazia sono “sostanziali” al punto da rendere la sua adesione all’Ue “concreta e tangibile”. E’ quanto si afferma nel nuovo Rapporto della Commissione europea sull’allargamento illustrato recentemente dal commissario Ue, Olli Rehn. Un buon viatico per il Paese, guidato dal presidente Stipe Mesic, che si appresta al voto per il rinnovo del parlamento il prossimo 25 novembre. Non mancano però le polemiche. Lo stesso Mesic nei giorni scorsi ha criticato il vescovo ordinario militare croato, mons. Juraj Jezerinac, reo, a suo parere, di avere, in un’omelia, attaccato il principale partito di opposizione di centro sinistra (Sdp) definendolo “satanico”. Mesic ne avrebbe anche parlato con il nunzio apostolico, mons. Franciso-Javier Lozano. Dal premier di centrodestra uscente, Ivo Sanader, è arrivato, invece, un elogio del vescovo: “i prelati croati hanno il dovere di rivolgersi al popolo in vista delle elezioni”. A stemperare i toni sono gli stessi vescovi croati che hanno invitato i cittadini a recarsi alle urne.INVITO AL VOTO… “Le imminenti elezioni sono importanti perché, dopo aver compiuto evidenti progressi in campo economico e in altri campi, come riconosciuto dalla comunità internazionale, ci troviamo al bivio storico della realizzazione dell’integrazione europea e della creazione di un sistema giuridico che determinerà uno sviluppo sociale a lungo termine e l’orientamento ai valori della nostra società”: così la Conferenza episcopale croata invita i fedeli a partecipare alle prossime elezioni del Parlamento, che si svolgeranno il 25 novembre prossimo. I vescovi invitano i fedeli a “prepararsi al voto con coscienza e responsabilità morale, al fine di contribuire efficacemente allo sviluppo continuo della patria croata” e incoraggiano “tutti coloro che hanno le capacità e i doni, particolarmente i giovani, dedicarsi con coraggio alla vita politica, nella consapevolezza del fatto che si tratta di un modo degno di servire la nazione”. Nel messaggio, la Conferenza episcopale enuncia il ruolo della Chiesa in questo ambito: “Nella democrazia, la Chiesa riconosce l’opportunità di un’ampia partecipazione dei cittadini nel processo decisionale politico, nella misura in cui la democrazia garantisce la possibilità di votare per i candidati e di monitorare gli eletti. La vera democrazia consiste nell’accettare valori, tra cui la dignità umana, il rispetto dei diritti umani e del bene comune, nonché gli obiettivi e i criteri di organizzazione di una vita politica sana”. I vescovi pertanto invitano i fedeli a far uso del diritto di voto per evitare l’astensionismo: “Valutate in base alla vostra coscienza cristiana le persone e i programmi cui darete il voto. Ricordiamo con l’occasione ai sacerdoti di assicurarsi che le Chiese non vengano utilizzate per attività promozionale di parte. PER “PREPARARE L’INGRESSO NELL’UE”. Intervistato nei giorni scorsi dal quotidiano di Zagabria “Jutarnji list”, il neopresidente della Conferenza episcopale croata, mons. MARIN SRAKIC, vescovo di Djakovo e Srijem, è tornato sulle elezioni del 25 novembre, toccando anche diverse questioni attuali in Croazia: la crisi della famiglia, la missione della Chiesa, la presenza della mentalità comunista nella società croata. Sull’imminente voto, Sraki? ha enfatizzato l’importanza dell’evento: “Chi vincerà le elezioni dovrà preparare l’ingresso della Croazia nell’Ue con politiche accorte e abili negoziazioni. Tuttavia, anche chi perderà non sarà privato della propria responsabilità. La nostra società non può progredire se alcuni spingono in avanti e altri trattengono l’avanzamento”, ha osservato. Nel campo della politica interna, il vescovo ha evidenziato la necessità di “ridefinire i programmi che accelerino il progresso economico, che cambino la vecchia mentalità improntata ad un atteggiamento irresponsabile verso i beni materiali e di promuovere l’acquisizione equa e la gestione responsabile della proprietà”. Sulla politica per la famiglia, il presidente della conferenza episcopale ha indicato l'”importanza eccezionale” che la legislazione sulla famiglia svolge “per la salute e il progresso della nazione e della società. Ciò vale particolarmente per la nostra società croata che sta attraversando un doloroso periodo di transizione”. Sul piano pratico, Sraki? ha affermato che la dottrina sociale della Chiesa sostiene il principio delle indennità a favore della famiglia, pur sottolineando che non si tratta solo di un problema di condizioni materiali, ma anche della crisi della famiglia come istituzione. “Si tratta di quanto la Chiesa possa penetrare nella vita pubblica con la sua dottrina sociale. Se nei mass-media, le questioni socio-religiose sono circoscritte a resoconti su benedizioni e dediche, la società non ha alcun beneficio e la Chiesa viene danneggiata”, ha dichiarato il vescovo, puntualizzando che “la nostra società si aspetta sempre che i vescovi dicano qualcosa. Ma anche i laici hanno molto da dire”.