INGHILTERRA E GALLES

La volontà di cambiare

Verso la Gmg di Sydney

Millesettecento giovani provenienti da tutte e ventidue le diocesi del Regno Unito, tredici organizzazioni giovanili rappresentate e quindici vescovi, il 50% dell’intera Conferenza episcopale. La Chiesa Cattolica di Inghilterra e Galles parteciperà alla “World Youth Day”, la Giornata mondiale della gioventù di Sydney (15-20 luglio 2008) in forze. “Con i giovani provenienti dalla Scozia raggiungiamo le duemila persone, una cifra notevole”, spiega HELEN BARDY , responsabile della pastorale giovanile per la Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles. “Ogni gruppo partecipa da solo ma la logistica, agenzie di viaggi e organizzazione dell’alloggio è in comune”. Il SIR ha incontrato insieme a Bardy anche PETER JONES un giovane di Liverpool che si sta preparando per Sydney.Quando avete cominciato a prepararvi per Sydney?“Circa un anno fa e negli ultimi sei mesi gli incontri nelle diverse parrocchie sono diventati un appuntamento fisso. La partecipazione a Sydney è per molti gruppi giovanili un’opportunità di preparazione per i propri leader che vengono così incoraggiati ad avere un ruolo più attivo. In alcune zone si organizzano anche incontri diocesani o regionali e ciò favorisce la collaborazione tra parrocchie e diocesi”. State usando dei sussidi particolari oppure avete promosso iniziative particolari?“Per gli incontri di preparazione i club giovanili delle diverse parrocchie hanno usato il Messaggio del Papa per la Gmg ma anche il materiale della campagna “Live simply”, che invita a uno stile di vita meno consumistico. Il punto di partenza per tutti è il tema della “National youth Sunday 2007”, la domenica dei Giovani, “Be the change you want to see in the world”, sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.Quanto costerà ad un giovane inglese partecipare alla Gmg di Sydney?“La partecipazione a Sydney dovrebbe costare tra le millecinquecento e le duemila sterline (dai 2200 ai 2900 euro circa, ndr). Alcuni giovani hanno chiesto alle parrocchie di finanziarli, altri si sono fatti sponsorizzare facendo una camminata e partecipando a qualche evento sportivo o hanno organizzato vendite di oggetti di seconda mano. Una parrocchia ha prodotto un cd di carols , le tradizionali melodie natalizie e il ricavato della vendita verrà usato per il viaggio a Sydney, un’altra ha organizzato una miniproduzione di torte natalizie. Ma c’è di più…”E cosa?“Una novità importante di quest’anno è la preoccupazione per l’ambiente. Chi va a Sydney si sta chiedendo come evitare che il lungo viaggio aereo abbia effetti negativi sull’ambiente. Così per compensare una diocesi ha deciso di piantare alcuni alberi in zona dove vi è bisogno, un’altra ha chiesto ai giovani di destinare del tempo libero al volontariato, mettendo le ore in una banca del tempo. E’ una preoccupazione quella per l’ambiente che si inserisce molto bene sulla Gmg perché riguarda il modo in cui ci si preoccupa degli altri e non si vive soltanto in modo egoistico e consumistico”.Quale è la molla principale che spinge un giovane inglese alla Gmg australiana?“Per i giovani britannici la Gmg è anche una opportunità di conoscere altre chiese e persone. A Colonia vi era un forte accento sull’impegno sociale come è tipico della Chiesa tedesca, in Australia è chiaro che la Chiesa è preoccupata soprattutto di evangelizzare. Per i giovani del Regno Unito è molto difficile testimoniare la fede cattolica per il tipo di società nella quale si trovano a vivere. Nella Gmg si trovano circondati da centinaia di migliaia di giovani come loro e non si sentono più soli, si rendono conto che la Chiesa cattolica alla quale appartengono è una realtà globale, forte e ricca di valori fondanti e questo dà loro coraggio e fiducia”.Peter, con che spirito ti stai preparando per la Gmg di Sydney?“Credo sia importante il fatto che così tanti giovani cattolici si riuniscano insieme. Non vedo l’ora di incontrare nuove persone, trovare amici in altre parti del mondo che mi ricordino come lo Spirito operi in modi misteriosi e potenti. Sono stato cresciuto da cattolico e ho sempre praticato ma è stato solo durante un viaggio a Lourdes, cinque anni fa, che la fede è diventata una scelta personale. Per la prima volta ho potuto parlare di questa dimensione della mia vita con altri in modo libero. E’ stata una esperienza molto forte che ha cambiato la direzione nella quale stavo camminando. Anziché studiare coreografia come avevo deciso prima di andare a Lourdes ho scelto teologia perché voglio diventare insegnante di religione. Spero di avere a Sydney un momento forte di condivisione della mia fede che mi rivoluzioni la vita conducendomi più vicino a Dio”.