Francia

Un dialogo “chiaro” con i musulmaniLa Chiesa cattolica in Francia deve sviluppare con i musulmani un “dialogo chiaro, lucido e amichevole perché siamo amici dei musulmani e vogliano continuare ad esserlo”. A parlare a margine dell’ultima Assemblea dei vescovi francesi a Lourdes è mons. Michel Dubost, vescovo di Evry, che ha presentato all’episcopato francese una relazione su “Cattolici e musulmani nella Francia di oggi” frutto di un gruppo di lavoro creato lo scorso anno per questo scopo. I musulmani in Francia sono circa 4.155.000. La maggioranza (2.900.000) proviene dal Maghreb. Rappresentano il 7% della popolazione e circa un terzo ha la cittadinanza francese. Possono contare su 1500 luoghi di culto e altrettanti imam. “Oggi – ha detto il vescovo Dubost – non si può più parlare di immigrati ma di musulmani perfettamente integrati nella nostra società”. Per questo anche la Chiesa si deve attrezzare per “essere pronta al dialogo” e per “promuovere una società in cui sia dialogo”. Nel primo caso, il vescovo ha invocato la necessità di una maggiore preparazione e formazione in chi si appresta a dialogare con i musulmani. Nel secondo caso ha parlato di un “dialogo franco e amichevole” che non nasconde i problemi, tra i quali la libertà religiosa. “La libertà di cambiare religione – ha ricordato il vescovo – è un diritto chiaramente affermato nella Costituzione”. Assemblea plenaria: l’impegno per la bioeticaSi è conclusa l’8 novembre a Lourdes l’assemblea plenaria dei vescovi francesi che ha eletto mons. André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi, presidente della Conferenza episcopale francese. Nel suo discorso finale, mons. Vingt-Trois ha detto: "In un contesto che è più sensibile allo shock delle immagini che all’importanza reale dei problemi, dobbiamo essere fattori di serenità e di calma. E, soprattutto, affrontare le difficoltà nella certezza che lo scopo ultimo dell’agire di Dio è la felicità degli uomini". Su proposta del Comitato di studi e progetti, presieduto da mons. Jacques Perrier, vescovo di Tarbes e Lourdes, i vescovi hanno votato la costituzione di tre nuovi gruppi di lavoro sui seguenti temi: "bioetica", presieduto da mons. Pierre d’Ornellas, arcivescovo di Rennes; "indifferenza religiosa e visibilità della Chiesa cattolica", presieduto da mons. Claude Dagens, vescovo di Angoulême; "uso e futuro degli edifici delle Chiese", guidato da mons. Roland Minnerath, arcivescovo di Dijon. Riguardo al gruppo di lavoro sulla bioetica, mons. Vingt-Trois, nel suo discorso finale, ha detto: "La nostra missione è quella di allertare le coscienze dei nostri contemporanei. Lo sappiamo. Le occasioni non ci mancano. La prossima revisione della legge sulla bioetica porterà degli interventi importanti ai quali un gruppo della nostra Conferenza è chiamato a lavorare. Ma, più profondamente, queste prese di posizione esprimono uno stato d’animo, una mentalità. Tutti siamo quindi chiamati a lavorare nella profondità dalla quale affiora la questione umana, la sua dignità, la sua vocazione. Non possiamo tacere quando prende piede una sorta di strumentalizzazione rampante della persona umana". E ancora: "Fino a dove vogliamo arrivare – ha chiesto mons. Vingt-Trois – con l’utilizzo e lo sfruttamento dell’essere umano per soddisfare i nostri desideri?". In questo contesto s’inserisce anche la presa di posizione dei vescovi francesi contro Telethon. "Noi ammiriamo la generosità che anima coloro che partecipano a Telethon". Ma "la generosità non legittima tutto. Ci auguriamo che ciascuno rifletta e soprattutto che siano chiarite le gravi questioni che abbiamo sollevato, e cioè l’utilizzo delle cellule embrionali per la ricerca e lo sfruttamento mediatico di giovani malati".Sondaggio: l’immagine del cristianesimoLa maggioranza dei francesi ritiene che nella società attuale i cristiani "siano sufficientemente visibili", ma solo 4 francesi su 10 afferma di conoscere personalmente un amico o un vicino che sia "praticante" o "impegnato" nella vita della Chiesa. È uno dei dati che emergono da un sondaggio realizzato dall’Ifop su richiesta del quotidiano cattolico "La Croix" su "L’avvenire del cristianesimo". L’indagine, che ha impegnato la società di ricerca dal 31 ottobre al 2 novembre, è stata pubblicata dal quotidiano francese. Lotta alla povertà e azioni per la pace nel mondo: sono le due principali missioni che i francesi assegnano alle Chiese per il 21° secolo. La prima proposta conquista la preferenza dei più giovani (65%, con meno di 35 anni). La seconda quella dei più anziani (56%, dai 65 anni in su). Una critica, invece, è quasi unanime: il 70% dei francesi ritiene che "i cristiani e le loro Chiese non sanno comunicare e rivolgersi alle giovani generazioni", cifra che raggiunge la percentuale del 75% considerando solo i giovani con meno di 35 anni. Questa opinione è condivisa anche dal 64% dei cattolici praticanti. La maggioranza dei francesi, infine, si dice d’accordo (62%) riguardo all’ipotesi secondo la quale "tutte le religioni equivalgono". Lo pensa anche la maggioranza dei cattolici praticanti (il 63%). Settimane Sociali: sullo sviluppo sostenibile"Vivere diversamente, per uno sviluppo duraturo e solidale". Questo il tema scelto quest’anno dalle Settimane Sociali di Francia, che si svolgeranno a Parigi dal 16 al 18 novembre. All’incontro si attendono 4 mila persone. Nel presentare il tema, il presidente delle Settimane francesi, Jerome Vignon, spiega che il titolo scelto quest’anno rappresenta un "impegno da prendere, segnato più da uno slancio di vita che non dalla paura per una catastrofe". Ma, soprattutto, risponde ad un appello recentemente lanciato dai vescovi francesi sull’importanza di intraprendere "nuovi stili di vita". La questione, osserva Vignon, "è fortemente sentita dall’opinione pubblica" ed è causa "di un’incertezza largamente condivisa nelle nostre società europee". Dalle Settimane Sociali, prosegue il presidente, si "attende un messaggio di speranza", "un richiamo ai poteri politici" perché si assumano "una responsabilità di lungo termine" e un appello affinché vengano coniugati "armoniosamente i criteri dell’efficacia economica, della preservazione dell’ambiente e della giustizia sociale".