RASSEGNA DELLE IDEE
Herder-Korrespondenz, un articolo sul “peccato mortale”
“La radice di tutti i mali? Perché il peccato mortale ha riacquistato attualità”. L’articolo, pubblicato nell’edizione di ottobre della Herder-Korrespondenz, riferisce come attualmente il tema del peccato mortale calamiti l’attenzione nella società tedesca, in particolare nell’ambito culturale, televisivo e nella letteratura recente; rispetto a questi ambiti il concetto di “peccato mortale” viene utilizzato solo in senso metaforico. Si trovano solo raramente riferimenti teologici, che verranno accennati da parte dell’autore ANDREAS LUKAS FRITSCH. Qui di seguito una sintesi curata da Irene Vogt per SIR Europa.I PECCATI CAPITALI . Le ultime settimane potevano suscitare “la sensazione di un’ ‘oscurità medievale’ e di meraviglia, per chi, i venerdì sera, seguiva anche solo i titoli di testa della nuova ‘Dokutainment’ (una combinazione di documentario e intrattenimento) del canale privato Pro Sieben. ‘L’abisso in noi’ – con questo sottotitolo il tema è entrato nei programmi privati tedeschi, un tema che per lungo tempo è stato visto come arretrato e legato a tempi passati: i peccati mortali”. Sette puntate presentavano casi criminali, in stretto rapporto con la superbia, l’invidia, l’ira, l’accidia, l’avarizia, la gola e la lussuria, completati con contributi medici e psicologici da parte di esperti e testimoni. Tentativi di interpretazioni teologiche non si trovano, manco con la lente d’ingrandimento. “Il concetto di ‘peccato mortale’ viene ripreso, le domande però su cosa significhi ‘mortale’ o che collegamento ci sia tra il vizio e la propria relazione con Dio non vengono poste. Innanzitutto viene data la parola agli psicologi, che si chiedono come invidia o superbia possano nascere nel cervello”. “Il tema ‘peccato mortale’ è attualissimo, psicologicamente molto interessante, ma il concetto viene completamente rimosso dal suo contesto religioso.” Il programma naviga sulla scia dello spirito contemporaneo: i peccati mortali sono al centro della società, ma senza riflessioni religiose. SOLO DEVIANZA? Un libro che nel titolo (Geil & geizig) riprende lo slogan di una pubblicità, curato dai teologi Klaus Hofmeister e Lothar Bauerochse, prende visione della tradizione dei sette peccati mortali e della loro presenza nella società. “La tradizione non viene quasi trattata, in modo fenomenologico gli autori riferiscono solo alcuni punti, senza sistematizzazione.” Così viene trattato per esempio il tema dell’avarizia che sembra essersi trasformata da vizio in virtù. Un altro libro “Come il diavolo spadroneggia su di noi. Sull’attualità dei 7 peccati mortali” di Heiko Ernst spiega l’interesse per il tema: “I peccati mortali sarebbero un sistema descrittivo di atteggiamenti umani di grande utilità e di grande forza espressiva. […] Ai giorni nostri non sarebbero più peccati, che ci lasciano cadere in disgrazia divina o umana, ma varrebbero, secondo l’autore del libro, al massimo come devianza, come traviamento patologico o morale, come difetto del carattere”. Nella ripresa del concetto di peccato mortale i mass-media non usano il concetto come vizio, ma come metafora svuotata. Alcuni titoli di libri lo usano per attirare l’attenzione: “I dieci peccati mortali nel marketing”, “I sette peccati mortali nell’industria sanitaria”, “I peccati mortali sconosciuti nella omoepatia”.L’articolo offre un breve riassunto dell’intenzione originaria del concetto di “peccato mortale” dal punto di vista teologico, partendo dalla storia e dalle opere di Evagrius Ponticus, Giovanni Cassiano e Gregorio Magno. “L’intenzione originaria di questi vizi rimase fondamentale: si tratta di relazione: verso Dio, verso il prossimo e verso se stessi. Se queste relazioni rimangono non riconciliate, allora segue secondo la dottrina classica la morte eterna, una morte delle relazioni, l’uomo rimane estraneo a se stesso”. Le relazioni vive sono invece la fonte della vita. “I vizi vengono visti (nel catechismo attuale) come origine dei peccati; il concetto di peccati generali o peccati alla radice sembra perciò oggi più adeguato che quello di ‘peccati mortali'”. UN SITO. “Nella storia il tema dei peccati mortali non è mai stato centrale dell’arte, ciononostante esso è di grande interesse artistico”; si pensi a Hiernoymus Bosch (1450-1516), Otto Dix (1891-1969) o negli anni Ottanta Bruce Naumann. Anche il Museo del castello di Murnau tratta il tema nella esposizione di un ciclo del grafico austriaco Alfred Kubin (1877-1959). Quattro studenti svizzeri delle scuole superiori si sono occupati del tema. La pagina in rete documenta il loro impegno e offre un test per analizzare la propria inclinazione ai peccati mortali. Secondo il test la lussuria sta al primo posto. “Qualunque vizio si metta in primo piano, i peccati mortali sono così attuali per psicologi, sociologi e teologi, perché hanno a che fare con l’essere dell’uomo. Nel sito si legge: ‘In ogni caso le consigliamo una lotta intensa contro i suoi vizi’.