ECUMENISMO

Germania: protestanti e cattolici ad una sola voce

Il vescovo protestante Wolfgang Huber, presidente del Consiglio della Chiesa evangelica tedesca (Ekd), intende migliorare il rapporto attualmente incrinato tra Protestanti e Cattolici. Il 4 novembre, in occasione dell’inaugurazione del sinodo dell’Ekd, svoltosi a Dresda sino al 7 novembre, Huber ha menzionato, tra i vari temi, il rapporto evangelico-cattolico e ha proposto un rafforzamento dei punti in comuni. “La Chiesa evangelica e la Chiesa cattolica debbono farsi carico insieme delle proprie responsabilità in ambito sociale e politico”, ha affermato, in quanto: “Se le due grandi Chiese parlano con una sola voce, possono ottenere maggior importanza per le finalità della fede cristiana, rispetto a quanto accadrebbe agendo separatamente”. Huber ha altresì proposto un “ecumenismo della spiritualità comune, del rispetto reciproco e dell’azione comune”, aggiungendo: “L’ecumenismo vive dalle celebrazioni, dal canto e la preghiera comuni”. Nel suo intervento, Huber ha menzionato anche i rapporti con le altre religioni. Agli islamici che vivono in Germania, il vescovo protestante ha rivolto un appello affinché essi “non ignorino le questioni critiche nel dialogo con i Cristiani”, esprimendosi a favore di una “cultura critica della discussione” tra le religioni. Huber ha riconosciuto espressamente agli islamici in Germania il diritto alla costruzione di moschee, un tema che sta attualmente suscitando numerose polemiche nel Paese. “Ciò non esclude un confronto critico sul luogo, le dimensioni e il numero di case di culto islamico”, ha puntualizzato, ricordando al contempo il “diritto illimitato dei musulmani a cambiare religione. I musulmani che passano al Cristianesimo non devono pertanto essere oggetto di pressioni, così come i Cristiani che si convertono all’Islam”, ha ammonito. Huber ha inoltre confermato l’obiettivo di “buona vicinanza tra Cristiani e Musulmani”, rifiutando tuttavia la proposta da parte islamica di un “dialogo a tre tra Ebrei, Cristiani e Musulmani”, poiché, ha spiegato, “il rapporto giudaico-cristiano viene da noi considerato unico dal punto di vista teologico”.