Una lettera inviata alla Congregazione per la dottrina della fede per chiedere alla Santa Sede di potersi unire a Roma. A sottoscriverla “all’unanimità” è il collegio dei vescovi della Comunione anglicana tradizionale (Tac), che si è riunito in sessione plenaria a Portsmouth, Inghilterra, la prima settimana di ottobre 2007. “I vescovi e i vicari-generali – si legge in un comunicato diffuso il 16 ottobre dal Primate della Tac, John Hepworth – hanno concordato all’unanimità il testo di una lettera alla Sede di Roma chiedendo un’unione piena, giuridica, e sacramentale. La lettera è stata firmata solennemente da tutto il collegio e affidata al Primate e a due vescovi scelti dal Collegio per essere presentata alla Santa Sede”. “La lettera – fa sapere Hepworth – è stata cordialmente ricevuta dalla Congregazione della Dottrina della Fede”. Vista la delicatezza della materia, il Primate della Tac ha poi chiesto ai membri del collegio di non rilasciare interviste fino a che la Santa Sede non ha considerato le lettera e dato una risposta”. La “Comunione anglicana tradizionale” è una comunione internazionale di Chiese: è legata alla tradizione anglicana ma è totalmente indipendente dalla Comunione anglicana guidata dall’arcivescovo di Canterbury. Molte sono le questioni che la separano da Canterbury: l’ordinazione delle donne, l’omosessualità, la tradizione. Non è la prima volta che la Tac chiede al Vaticano di potersi unire alla sede di Roma mantenendo il patrimonio anglicano. La proposta della Tac alla Santa Sede (contenuta in un documento) è quella di essere accolti da Roma come “Chiesa di rito anglicano ‘sui juris’ in comunione con la Santa Sede”. Da una quindicina di anni si sta lavorando per trovare una soluzione ma i tempi non sono ancora sufficientemente maturi perché dal Vaticano si possa dare una risposta. In situazioni simili, è il vescovo locale cattolico che deve verificare l’attendibilità della richiesta da parte di una persona a diventare cattolico. E comunque vale in genere la regola secondo la quale in situazioni di difficoltà vissuta in una Confessione cristiana – come nel caso della Comunione anglicana – si evita di accogliere in seno alla Chiesa cattolica qualcuno che assume un atteggiamento polemico nei confronti della Confessione da cui proviene. Da Londra invece il commento è secco. “Noi non siamo la Tac – dice Canon James M Rosenthal, direttore delle Comunicazioni -. Sono un gruppo separato. Sono come i lefevriani per la Chiesa cattolica. E’ la stessa situazione. Non hanno nulla a che vedere con noi, non fanno ufficialmente parte della Comunione anglicana né sono ufficialmente riconosciuti dall’arcivescovo di Canterbury”.