Il Consiglio scientifico della Conferenza episcopale polacca afferma che la creazione degli organismi ibridi deve essere considerata moralmente inammissibile. In una recente dichiarazione ufficiale, i vescovi esprimono la loro opinione in merito alle notizie riguardanti la creazione per scopi scientifici di embrioni ibridi, cioè con cellule umane e animali, annunciata lo scorso 5 settembre dalla britannica Hfea (The Human Fertilisation and Embryology Authority). “Gli scienziati non sono in grado di stabilire se l’organismo creato a seguito dell’unificazione delle informazioni genetiche umane e animali è un organismo umano o animale”, affermano i vescovi. E continuando la riflessione, osservano: “Indipendentemente dal fatto se l’embrione creato in tal modo soddisfi, o no i criteri che permetterebbero di definirlo un organismo umano, la creazione di organismi ibridi è da considerarsi moralmente inaccettabile. Se l’embrione soddisfa tali criteri, abbiamo a che fare con un essere umano nella fase più precoce del suo sviluppo, e quindi abbiamo con qualcuno che, quale essere umano, gode di uno status normativo della persona, e ciò esclude sia la possibilità di strumentalizzazioni sia, in particolare, la possibilità di sacrificarlo per salvare altri esseri umani (mentre gli organismi ibridi sono creati proprio con tale finalità)”. Per i vescovi “l’insicurezza sulla classificazione di un embrione ibrido tra esseri umani o animali può pregiudicare l’ammissibilità dell’esperimento, in quanto la sola presunzione di aver a che fare con la vita umana basta per rinunciare ad ogni azione che minacci tale vita. Qualora invece si fosse dimostrato che gli organismi ibridi non sono esseri umani, rimarrebbe il problema di manipolazione: quella di un essere umano e, più precisamente, della sua natura biologica”.