CHIESE CRISTIANE
A Cipro nel 2008 il 22° incontro interreligioso di Sant’Egidio
“Chiunque usa il nome di Dio per odiare l’altro, per compiere atti di violenza, per fare la guerra, bestemmia il nome di Dio”: è quanto si legge nell’appello di pace che, dopo un minuto di silenzio, è stato letto a conclusione del Meeting interreligioso per la pace che dal 21 al 23 ottobre si è svolto a Napoli (Italia) per iniziativa della Comunità di Sant’Egidio e dell’arcidiocesi partenopea. Tre giorni di intenso scambio di riflessioni, opinioni ed esperienze sul tema “Per un mondo senza violenza – religioni e culture in dialogo”. Oltre 200 i rappresentanti delle Chiese e delle religioni del mondo presenti al Meeting. Massiccia e di qualità la presenza del mondo ortodosso. E poi Cristiani, musulmani, ebrei, buddisti, rappresentanti delle religioni indiane, shintoisti,Oomoto, Tenri Kyo. 17mila persone iscritte, 32 tavole rotonde sui temi più caldi del pianeta. Sale da 600 posti gremite da persone di tutte le età. Il prossimo appuntamento per l’anno prossimo è a Cipro. Il Meeting di Sant’Egidio a Napoli si è caratterizzato da piccoli segni di amicizia tra le Chiese cristiane. Li ripercorriamo insieme.UNA LAUREA HONORIS CAUSA . L’Istituto Orientale di Napoli ha conferito Patriarca di Costantinopoli BARTOLOMEO I la laurea honoris causa in Relazioni culturali e sociali nel Mediterraneo. Nella Lectio Magistralis Bartolomeo ha parlato di “Unione Europea in relazione con la Chiesa Ortodossa, come essa viene espressa dal Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli”. Coniugare unità e pluralismo a patire dal rispetto per “le particolari tradizioni culturali, vissute dai cittadini dell’Unione europea”. Su questo binomio, secondo il Patriarca, si gioca il futuro dell’Europa. “Crediamo – ha spiegato – che non sia possibile nel nome di una globale tradizione culturale, abolire le locali eredità culturali, come neppure nel nome delle particolarità culturali di infarcire l’unità dell’Europa”. Bartolomeo, dopo aver sottolineato che la Chiesa ortodossa “si muove in questa prospettiva” ha indicato tre punti di azione. Il primo è “l’offerta” e il “vissuto” del senso ortodosso della “persona”. Il secondo è il “dialogo con le altre religioni e, in genere, con ogni uomo di buona volontà”; il terzo è il rispetto dell’ambiente. RELIQUIA DI SANT’ANDREA . Ha avuto un profondo significato ecumenico la cerimonia, ad Amalfi, per la donazione al Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, di una reliquia dell’apostolo Andrea, fondatore della Chiesa di Costantinopoli. “Si tratta di un gesto – ha detto il Patriarca – che rimarrà per sempre come dimostrazione concreta” della volontà del Papa di rafforzare i legami con il patriarcato. Si tratta, dunque, di un segno molto importante per il Patriarcato ortodosso che deporrà le reliquie di Sant’Andrea nella cattedrale di San Giorgio, ad Istanbul. UNA CHIESA AGLI ORTODOSSI RUSSI . “Siamo molto grati”. “Si è trattato di un gesto d’amore della Chiesa e della popolazione di Napoli”. Così il portavoce del Patriarcato ortodosso di Mosca, VSEVOLOD CHAPLIN ha commentato la consegna delle chiavi della chiesa di Santa Maria del buon morire (a Napoli) da parte dell’arcivescovo cardinale Crescenzio Sepe al metropolita Kyrill. Tracciando un bilancio sull’incontro interreligioso, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio e dall’arcidiocesi di Napoli, Chaplin ha detto: “Mi ha colpito il momento alto della liturgia con il Papa, alla quale erano presenti molte personalità giunte anche dalla Russia e, soprattutto, le persone rimaste in piazza nonostante il tempo: queste hanno mostrato la forza della fede di una Chiesa viva. Girando per il mondo – ha aggiunto Chaplin – vedo la sete di fede di tanti, una sete spirituale che porta le persone a desiderare che le Chiese collaborino. Guardando anche alle altre Chiese ortodosse, posso dire che tutte le gerarchie ecclesiastiche si stanno sforzando nel costruire collaborazione”. OTTIMISMO . A margine dell’incontro, il presidente del Pontificio Consiglio perla Promozione dell’Unità dei Cristiani, card. WALTER KASPER , si dice ottimista riguardo al dialogo cattolico-ortodosso. “Abbiamo molto migliorato i nostri rapporti”. Kasper ricorda l’incontro che si è tenuto a Ravenna la settimana scorsa, “dove c’é stato un dialogo molto positivo”, nonostante l’abbandono dei lavori da parte della delegazione russa, per la presenza della delegazione della chiesa estone. Sottolinea che “non c’é più tempesta” tra Roma e Mosca, ma che comunque restano dei problemi tra Mosca e Costantinopoli. Kasper annuncia che “il documento che sarà pubblicato il prossimo 15 novembre segnerà un passo in avanti nei nostri rapporti anche se non segna ancora il conseguimento dell’obiettivo finale”. Certo, “l’assenza della delegazione russa ha indebolito l’esito dell’incontro, ma c’é un accordo panortodosso secondo il quale se un membro della comunità è assente gli altri continuano. Speriamo che i russi tornino, noi non possiamo fare molto di più”.