“L’affluenza alle urne, la più alta negli ultimi 14 anni, è prova che i polacchi hanno creduto nell’importanza del loro voto”. Così mons. Stanislaw Budzik, segretario generale della Conferenza episcopale polacca, commentando il risultato delle elezioni parlamentari svoltesi il 21 ottobre in Polonia, che ha premiato la Piattaforma Civica, il partito della destra liberale finora all’opposizione. Per il presule ciò dimostra “una crescente democratizzazione della vita del Paese”. Mons. Budzik osserva: “Il risultato delle elezioni porterà ad una maggiore concentrazione sulla scena politica polacca. Adesso in Polonia ci sono due partiti forti, poiché nonostante il PiS (il partito finora al governo) abbia perso le ultime elezioni, ha comunque mantenuto un largo consenso. Entrambi i partiti, nati dalla tradizione di Solidarnosc, forse diventeranno un elemento fisso dello scenario politico polacco”. Mons. Slawoj Leszk Glodz metropolita di Varsavia-Praga (la parte della capitale polacca sita sulla riva destra del fiume Vistola) ha osservato che “per la Piattaforma Civica questo non sarà un governo facile”. Mons. Glodz afferma di non essere sorpreso dal verdetto delle urne poiché “gli ultimi giorni della campagna elettorale” avevano fatto presagire “quel risultato”. “Mi congratulo con i vincitori – aggiunge mons. Glodz -, ma bisogna ricordare che il PiS sarà un’opposizione forte anche perché potrà godere dell’appoggio del presidente della Polonia Lech Kaczynski, fratello gemello dell’attuale premier Jaroslaw Kaczynski”. Il presule ha ricordato inoltre che “la Chiesa così come i media hanno invitato a partecipare alle elezioni. La Chiesa ha rilevato addirittura che la mancata partecipazione avrebbe costituito un peccato di omissione”. Secondo l’arcivescovo metropolita di Varsavia, mons. Kazimierz Nycz, in Polonia ha vinto “la sollecitudine per il Paese”. Rilevando l’importanza di un massiccio afflusso dei giovani alle urne, l’arcivescovo della capitale polacca ha detto che si tratta “di una generazione” che a suo avviso “avrebbe un diverso pensiero sullo Stato e sul futuro”. Mons. Nycz ha inoltre espresso la speranza che il nuovo governo “sia una creativa continuazione di quella Polonia che è rinata nel 1989, voluta in grande misura da Giovanni Paolo II”.