Irlanda: i vescovi sulle liste d’attesa per le scuole

I vescovi irlandesi hanno annunciato nei giorni scorsi la loro intenzione di rinunciare a gestire quelle scuole cattoliche elementari che creano problemi e malintesi soprattutto nelle zone dove è aumentata la popolazione non cattolica. In un documento intitolato “Catholic primary schools: a policy for provision into the future”, ovvero “Scuole elementari cattoliche: una politica per provvedere al futuro”, i vescovi hanno spiegato perché molte scuole cattoliche abbiano lunghissime liste di attesa e non riescano ad accogliere tutti gli alunni che fanno domanda. Gli istituti gestiti dalla Chiesa sono spesso gli unici ai quali i genitori possono mandare i figli, una situazione molto pesante dal punto di vista finanziario e amministrativo per la parrocchia che gestisce la scuola. Le scuole cattoliche sono state criticate in Irlanda perché privilegiano gli alunni cattolici rispetto a quelli non cattolici quando i posti disponibili sono limitati. I vescovi hanno ripetuto nel loro documento che la Chiesa gestisce le proprie scuole per garantire ai figli di famiglie che vanno in Chiesa una educazione cattolica e che è disposta a rinunciare alla gestione delle scuole elementari nelle zone dove vi è stato un aumento notevole della popolazione non cattolica per l’arrivo degli immigrati. Un nuovo studio è stato avviato da poco dalla Chiesa sul ruolo dei genitori cattolici nell’educazione dei figli. Un primo rapporto verrà presentato ai Vescovi a dicembre e la versione definitiva verrà discussa all’incontro generale dei Vescovi a Maynooth nel marzo del prossimo anno.