La recente sentenza emessa dal Tribunale penale internazionale dell’Aja nei confronti dei tre ex ufficiali jugoslavi accusati della strage di Vukovar del 1991, l’opinione pubblica croata ha reagito con amarezza, ritenendo le condanne inflitte troppo blande. Sul tema ha preso posizione il 1° ottobre anche la Commissione di Giustizia e Pace della Conferenza episcopale croata, in un documento firmato dal suo presidente, il vescovo ausiliario mons. Vlado Kosic. “Le posizioni e le emozioni dei cittadini croati in occasione della sentenza, esprimono in modo giustificato tutta la delusione e la sfiducia circa la capacità della Corte di riconoscere la verità e applicare la giustizia e la legge secondo gli standard internazionali”, si legge nel documento che individua nella “mancanza di una chiara definizione dell’aggressore e della vittima” e “nell’assenza di dimestichezza con il contesto in cui i crimini si sono verificati”, alcune delle cause “che hanno portato ad una sentenza così vergognosa”. “La commissione di Giustizia e Pace si unisce a tutti i cittadini e alle istituzioni che ritengono che questa sentenza calpesti e dimentichi i principi di giustizia ed equità su cui dovrebbero essere costruite l’Europa e la famiglia mondiale delle nazioni e dei Paesi. La Commissione esprime solidarietà nei confronti di tutti coloro che soffrono a causa di questa sentenza, in particolare dei congiunti di chi morì e venne ucciso nel tentativo eroico di difendere Vukovar e nei tragici giorni che seguirono la sua caduta”. Al contempo, si esorta “tutti i fedeli cattolici e i membri delle altre Chiese cristiane e delle altre religioni ad unirsi in preghiera per tutte le vittime della guerra in Croazia, in Bosnia ed Erzegovina, particolarmente a Vukovar. Che questa preghiera sia rivolta ad ottenere giustizia ma anche perdono e riconciliazione”.