“Prima delle elezioni parlamentari vorremmo ricordare ancora una volta che la Chiesa non ha alcuna rappresentanza politica e che quindi non è rappresentata da alcun partito. Nessun partito ha diritto di parlare in nome della Chiesa o richiamarsi al suo appoggio”: è la precisazione dei vescovi polacchi, in vista delle consultazioni del 21 ottobre, al termine della 341ª plenaria che si è chiusa il 3 ottobre a Varsavia. “Ci accorgiamo tuttavia – scrivono i presuli in un messaggio che verrà letto nelle chiese polacche domenica 14 ottobre, a una settimana dalle elezioni anticipate al Parlamento, composto da 460 deputati alla Camera bassa (Sejm) e 100 senatori – che i programmi di alcuni gruppi politici e il loro impegno sono più vicini alla visione cristiana dell’uomo e della società, mentre i programmi di altri schieramenti sono distanti dal magistero o addirittura ad esso contrari”. Ricordando ai cittadini il dovere di partecipare alle elezioni, i vescovi osservano: “Quell’obbligo naturale che grava su ciascun essere umano è rinforzato ulteriormente dai vincoli di fede”; pertanto il credente è chiamato “a partecipare più attivamente degli altri alla vita sociale e quindi anche alle elezioni” votando “conformemente alle proprie convinzioni morali”. Pertanto il credente dovrebbe accordare la sua preferenza “a coloro il cui atteggiamento e idee sente vicini, o perlomeno non contrari, ai valori e principi morali del cattolicesimo”. I presuli “non cesseranno di ricordare la necessità di costruire la vita sociale e politica sui valori immutabili che scaturiscono dalla verità sull’essere umano”, quali “la dignità e la difesa della vita dal momento del concepimento alla morte naturale, la famiglia basata su un matrimonio duraturo tra uomo e donna, il diritto-dovere dei genitori di crescere i figli e la promozione del bene comune in tutte le sue forme”. Questioni sulle quali “non ci possono essere compromessi”.