GIOVANI
L’esperienza dell’Agorà di Loreto continua non solo in Europa
Felici per l’accoglienza ricevuta nelle diocesi, grati per la condivisione dei momenti spirituali con coetanei italiani e non e soprattutto colpiti dalle parole di Benedetto XVI che la grande maggioranza di loro non aveva mai visto da vicino. I ragazzi delle delegazioni europee raccontano a SIR Europa i giorni di Loreto (29 agosto – 2 settembre) durante l’Agorà dei giovani italiani. MONACO. “Sono stati giorni di grande accoglienza, in famiglie veramente ospitali” scrivono Franck, Emilie, Céline, Franck, Simone e Veronica della delegazione di Monaco, ospiti della diocesi di San Marino. “Restano indelebili i momenti di riflessione, di preghiera e di discussione avuti con gli altri giovani presenti ma quanta emozione vedere il Papa da vicino, seduti come eravamo a pochi metri dal palco”. Tra i tanti ricordi uno su tutti: “la visita notturna alla Santa Casa di Maria, in un clima di preghiera e di amicizia”. ALBANIA. “Era la prima volta che uscivamo dal nostro Paese – racconta Ervin Uldedaj della diocesi di Lezha – e nessuno di noi conosceva gli altri. In Italia lo stupore è stato grande! Abbiamo avuto l’impatto con una realtà totalmente diversa dalla nostra e allo stesso tempo molto accogliente. Siamo stati ospiti nella diocesi di Macerata. È stato bellissimo partecipare alla messa con il Papa con altri quattrocentomila giovani e sentirsi come un’unica famiglia. Ritornando in patria abbiamo avuto una certezza nuova e tra noi condivisa, non siamo soli, siamo tutti cittadini del cielo. Indicibile è l’emozione per aver visto così da vicino Benedetto XVI ed aver ascoltato le sue parole. L’insegnamento sarà un punto di riferimento importante nel nostro cammino”. OLANDA. “Non siamo soli” è la convinzione di Susanne van den Berk, responsabile della delegazione olandese. “Le parole non bastano per descrivere quei giorni: l’accoglienza nella diocesi di Chieti ci ha emozionato, la gentilezza delle famiglie, la gioia con cui ci hanno ricevuti nelle loro case sarà indimenticabile. Per la mia delegazione, proveniente dall’Olanda, dove i giovani di fede cattolica non sono tanti, è stato molto importante vedere che apparteniamo ad una chiesa universale. Ce lo hanno ricordato il vescovo di Chieti, mons. Forte ed il Papa: “non siete mai soli! Questo ci ha dato nuova forza di andare avanti con l’evangelizzazione nelle nostre parrocchie”. LITUANIA. Loreto come “occasione di approfondire la fede in Dio”. Con questo spirito Aidas Markauskas della diocesi di Telsiai ha vissuto l’Agorà dei giovani italiani. “Le parole di Benedetto XVI – spiega – mi hanno dato una spinta a prendere la decisione di dire ‘sì’ a Dio. La Parola di Dio mi è diventata il pane quotidiano nella vita di ogni giorno”. Bei ricordi anche per Rita, anche lei da Telsiai, che nota “la capacità dei giovani italiani di trasmettere gioia e allegria”. Roberta, diocesi di Panevezys, si dice “rafforzata dal coraggio dei giovani di testimoniare la fede in Gesù. Mi spingono a diventare testimone di fede nel mio ambiente”. UNGHERIA. “Parliamo lingue diverse ma ci unisce l’amore in Cristo” cita una frase rivoltale da una suora del monastero di Citerna (Città di Castello) Zsuzsanna Polgar di Budapest mentre pensa ai giorni passati a Loreto. Quasi un effetto Gmg “nel senso che a Loreto ho avuto di nuovo la voglia di agire, di vivere una vita più intensa, più vicino a Cristo”. “Ho visto una chiesa vivace – le fa eco Lívia Kovats di Miskolc – ho sentito l’amore di Cristo guardando i volti di tanti giovani”. Particolarmente toccante per i ventisei giovani ungheresi la testimonianza di padre Giancarlo Bossi, il missionario italiano rapito nelle Filippine. MALTA. “Un fantastico evento che ha facilitato la condivisione con giovani di Paesi differenti ma che hanno tanta voglia di amare Dio e di testimoniarlo agli altri” è il ricordo di Charlene Vassallo per la quale “l’incontro con il Papa è stato il culmine di tutto. Lì ho visto che Dio solo può far incontrare in pace tante culture diverse. Non ci sono parole per descrivere le emozioni vissute. So solo che nel mio cuore c’è tanto amore, tanta pace.”. ALGERIA. Tra le delegazioni straniere a Loreto vi era anche quella algerina, guidata da padre Théoneste Bazirikana che richiama alla mente le parole di un giovane, proveniente dall’Islam, presente a Loreto: “Il mio Paese ci ha sempre trasmesso le immagini di un continente, l’Europa, che stava soffocando sotto l’ateismo. Dopo l’incontro di Loreto, ho fatto la bellissima scoperta che così non era”. “Siamo rientrati ricchi delle parole del Pontefice e della sua vicinanza con i giovani: ‘per Cristo e per la sua Chiesa non esistono periferie!’. Porteremo il suo abbraccio paterno a quanti incontreremo”.