GERMANIA
Chiese e agricoltori insieme per la Festa del raccolto
In occasione della festa del raccolto del 30 settembre, l’arcidiocesi di Paderborn, le diocesi di Essen e Münster, l’associazione degli agricoltori della Westfalia-Lippe, la Chiesa evangelica di Westfalia e di Lippe hanno elaborato una dichiarazione congiunta, in cui vengono affrontati temi scottanti di portata globale: le conseguenze del surriscaldamento, le biotecnologie, il futuro dell’agricoltura come attività di produzione alimentare. Il documento firmato dall’arcivescovo mons. Hans-Josef Becker, dai vescovi mons. Felix Genn, e mons. Reinhard Lettman, dal presidente dell’associazione degli agricoltori Franx-Josef Möllers, dal presidente ecclesiastico della Chiesa evangelica Alfred Buß e dal sovrintendente del Land Martin Dutzmann, offre numerosi spunti di riflessione sul concetto di conservazione del Creato. LA FESTA DEL GRAZIE. “La festa del ringraziamento per il raccolto ricorda l’opera grandiosa di creazione di Dio, in cui tutto era buono e ordinato. In questa prospettiva biblica, il ringraziamento è da un lato la festa del Grazie, dall’altro anche il richiamo a conservare il Creato per tutti coloro che verranno dopo di noi”, si legge nel testo. “Siamo riconoscenti per i cibi di qualità che la nostra attività agricola genera anno dopo anno. Essi sono fonte di vita e prodotti della creazione. Lo sfruttamento sostenibile di campi, prati e foreste è espressione della nostra responsabilità cristiana di coltivare e conservare la terra”. CAMBIAMENTI CLIMATICI: UNA NUOVA SFIDA. “La nostra terra si surriscalda sempre più. Rimane la questione urgente di cosa fare per limitare le conseguenze per l’uomo e la natura e per assicurare l’alimentazione delle persone. Le società dei Paesi industrializzati e semi-industrializzati hanno la responsabilità precipua di ridurre il consumo di risorse e di rendere più efficiente il loro impiego. Abbiamo il dovere di aiutare i Paesi meno sviluppati, che hanno contribuito in misura minore al surriscaldamento, che sono spesso a subirne maggiormente le conseguenze. La nostra etica cristiana ci impone di conservare il creato e di condividerne gli oneri in modo equo: con le società del Sud, nonché con le generazioni successive”. BIOENERGIA: GRANDI POTENZIALI, ALCUNI CONFLITTI. “Lo sfruttamento crescente di aree agricole per l’ottenimento di bioenergia solleva anche questioni etiche in considerazione della fame che ancora affligge parti del nostro mondo. La nostra attività agricola deve continuare a produrre innanzitutto alimenti, anche in futuro. Per contro, cresce l’importanza in tutto il mondo della bioenergia. Ciò è auspicabile, sempre che supporti uno sviluppo sostenibile da un punto di vista ecologico e sociale, che rimanga la creazione di valore aggiunto per gli operatori agricoli e delle foreste e che questo sviluppo non comporti conflitti nel settore”. “L’obiettivo deve essere sviluppare la bioenergia con moderazione e in modo sostenibile”. BIOTECNOLOGIE: INTERVENTO NEL BUON CREATO DI DIO. “L’utilizzo delle biotecnologie costituisce un intervento massiccio nella vita e nel creato e ha acquisito una sua nuova qualità per via dei brevetti di animali domestici. Il loro vantaggio ecologico ed economico continua a non essere chiaro, i loro effetti sono sempre controversi. La ricerca nazionale deve ottenere conoscenze maggiori per poter valutare le conseguenze in modo sempre più affidabile e convincente. Permettere a poche grandi aziende di imporre nuovi vincoli di dipendenza ad ampie parti della nostra agricoltura, e quindi alla nostra produzione alimentare, non giova né agli agricoltori, né alla società nel suo complesso”. AGRICOLTURA E CHIESE INSIEME. “Il mondo agricolo e le grandi Chiese sono unite nella preoccupazione per un futuro sicuro e sostenibile. I contadini di Westfalia-Lippe continueranno anche in futuro a cercare il sostegno di politica e società per svolgere i loro propri compiti importanti per uno sviluppo sostenibile della nostra società, delle aree agricole e dell’attività agriculturale. Insieme faremo del nostro meglio in tal senso”.