UE

Un “pacchetto” di impegni

Energia, consumatori, Paesi terzi e ambiente

Dare nuovo slancio alla politica energetica; rendere il mercato più aperto e attento alle esigenze dei consumatori; adottare misure di “salvaguardia” nei confronti delle società di paesi terzi. Prosegue l’impegno dell’Ue per definire linee strategiche sull’energia e la tutela ambientale, temi che hanno assunto da alcuni mesi un’importanza crescente a Bruxelles e Strasburgo, certificati dalle conclusioni del Consiglio europeo del marzo scorso. Ora la Commissione torna alla carica con il “terzo pacchetto energetico”, sollevando però dure reazioni in vari Stati membri. PER DIFENDERE I CONSUMATORI. “Un mercato interno dell’energia aperto ed equo è fondamentale perché l’Europa possa far fronte alle sfide dei cambiamenti climatici, della crescente dipendenza dalle importazioni e della concorrenza mondiale”. JOSÉ MANUEL BARROSO , presidente della Commissione, ha lavorato negli ultimi tempi alla definizione di nuove norme per “dare ulteriore slancio alla politica energetica” dei 27. Le proposte legislative presentate mercoledì 19 settembre comprendono una direttiva sull’energia elettrica, una sul gas e tre regolamenti, fra cui quello che istituisce una Agenzia europea di cooperazione tra autorità nazionali di regolamentazione nel settore energetico. Questo terzo pacchetto di provvedimenti si ricollega alle decisioni assunte durante il summit dei capi di Stato e di governo a marzo e “improntate a un’ottica che pone in primo piano la scelta del consumatore, tariffe più eque, l’energia pulita e la sicurezza dell’approvvigionamento”. LIBERA CONCORRENZA. La Commissione mira anche ad assicurare che “le imprese più piccole che investono nelle fonti d’energia rinnovabili abbiano accesso al mercato energetico”. Un mercato che si vorrebbe “concorrenziale”, permettendo “di rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento, favorendo gli investimenti nelle centrali elettriche e nelle reti di trasporto”. “Nel corso dell’ultimo decennio – ha spiegato il commissario responsabile del settore, ANDRIS PIEBALGS – sono stati fatti molti progressi sulla via di un mercato interno europeo dell’energia -. Dobbiamo ora portare a compimento il processo avviato e garantire che i vantaggi derivanti da tale mercato siano effettivi e accessibili a tutti gli interessati, privati e imprese”. OLTRE I CONFINI NAZIONALI. Molteplici le proposte avanzate dalla Commissione: anzitutto si auspica la “disaggregazione delle attività di produzione/distribuzione dell’energia, da un lato, e della proprietà delle reti di trasporto, dall’altro”; il pacchetto contiene inoltre misure di “salvaguardia volte ad assicurare che, nell’ipotesi in cui vogliano acquisire un interesse significativo o il controllo su una rete dell’Ue, le imprese di paesi terzi debbano dimostrare di conformarsi alle norme di disaggregazione” applicate alle imprese comunitarie. Le nuove normative – che l’Esecutivo vorrebbe far entrare in vigore entro il 2009 – fanno inoltre riferimento alla semplificazione degli scambi transfrontalieri d’energia e alla promozione di investimenti che vadano al di là dei confini nazionali. Si mira infine al rafforzamento della solidarietà: secondo la Commissione, “il ravvicinamento dei mercati nazionali permetterà agli Stati membri di portarsi reciproca assistenza nell’eventualità di una minaccia per la sicurezza dell’approvvigionamento”. LA “CARTA DEGLI UTENTI”. La squadra Barroso, sempre per garantire i consumatori, intende varare entro il 2008 una “Carta degli utenti dell’energia”, che ne sancisca i diritti. “La Carta includerà – nelle intenzioni dei commissari – disposizioni volte a far fronte alla cosiddetta fuel poverty” (povertà in relazione al consumo di energia), “informazioni sui fornitori disponibili e sulle opzioni di approvvigionamento, azioni intese a ridurre le formalità burocratiche in caso di sostituzione del fornitore di energia e a proteggere i cittadini da pratiche di vendita scorrette”. L’Esecutivo ha puntualizzato che le misure proposte erano state annunciate nella comunicazione intitolata “Una politica energetica per l’Europa”, approvata dal Consiglio Ue nel marzo 2007. Il documento “sottolineava la necessità per l’Unione di definire una nuova strategia energetica in vista di un’economia più sicura, sostenibile e con basse emissioni di carbonio”. UN NEGOZIATO IN SALITA. Si profilano, nel frattempo, le prime reazioni di una decina di Stati membri, guidati da Germania e Francia, perplessi sulle linee-guida indicate dalla Commissione e in particolare sul cosiddetto “unbundling”, ossia la separazione delle attività di produzione e di distribuzione dell’energia elettrica e del gas, uno dei capisaldi del “terzo pacchetto”. Alcuni governi e grandi società che operano a livello internazionale si dichiarano contrari a tali misure. “La Francia potrebbe far valere la sua opposizione all’unbundling, raccogliendo il sostegno di altri paesi”, ha dichiarato CHRISTINE LAGARDE , ministro dell’Economia di Parigi. E subito Barroso riconosce: “Sarà un negoziato molto difficile”.