Niente immigrazione senza integrazione

“Un quadro comune per l’integrazione dei cittadini di Paesi terzi”. È il titolo della III Relazione annuale su migrazione e integrazione adottata il 12 settembre scorso durante la riunione dei Commissari europei a Bruxelles, e presentata alla conferenza ad alto livello sull’immigrazione legale che ha avuto luogo il 13 e 14 settembre su impulso della presidenza portoghese Ue e dei commissari Franco Frattini (libertà, giustizia e sicurezza) e Vladimir Spidla (occupazione, affari sociali e pari opportunità). Il documento parte dal presupposto che “non si tratta di scegliere tra un futuro con o senza immigrazione, bensì di riuscire ad integrare gli immigrati di oggi e di domani non solo nel mondo del lavoro ma anche in tutte le sfere della società” nell’intento di “realizzare il vero potenziale dell’immigrazione dando agli immigrati l’opportunità di integrarsi nella società e nell’economia del Paese ospitante”. Oltre ad una sintesi delle politiche vigenti nei Ventisette, la Relazione presenta le varie tappe del processo decisionale europeo in materia e delinea i contorni delle “nuove iniziative” che promuovono i principi di partecipazione e cittadinanza attiva. Infine, Bruxelles si impegna a definire “indicatori ed indici comuni utilizzabili dagli Stati membri su base volontaria per valutare i risultati delle politiche d’integrazione”.