“La Gmg ci fa prendere sempre più coscienza che non dobbiamo rimanere passivi nella nostra vita di fede, nel senso che non dobbiamo essere solamente dei consumatori della Parola di Dio. Al contrario, con questa Parola noi dobbiamo fare qualche cosa: testimoniare”. L’esortazione è contenuta nella lettera che il vescovo delegato per la pastorale giovanile della Conferenza episcopale svizzera, mons. Denis Theurillat, ha scritto ai giovani in vista della loro partecipazione alla Gmg di Sidney (15-20 luglio 2008). “La Gmg – si legge nel testo diffuso nei giorni scorsi ma recante la data del 15 agosto – consiste nel vivere la fraternità e l’amicizia con i giovani di tutto il mondo e ci invita a celebrare Dio e a metterci in ascolto della sua Parola. Ma ci fa andare ancora più lontano: ci dice che occorre impegnarsi per portare la testimonianza”. A riguardo il vescovo ricorda lo slogan dell’incontro nazionale dei giovani svizzeri, a Berna il 5 e 6 giugno del 2004, con Giovanni Paolo II, “alzati!”. “Sidney ci domanda di diventare sempre più dei testimoni, quindi dei missionari nel senso forte della parola. Si tratta di parlare a nome di un altro, cioè si tratta di parlare a nome dell’Altro, e, se possibile, di imitarLo nei suoi atti e nelle sue parole. Prepariamoci – conclude – a celebrare e a far fruttificare questo avvenimento. In effetti, sia che noi abbiamo deciso di partire per Sydney o no, continuiamo a tessere dei legami tra di noi che ci renderanno testimoni del Cristo e della sua Chiesa. Che contributo per un mondo in ricerca di pace e di unità! Vale veramente la pena affrontare questa sfida”.