Italia: invito alla coerenza cristiana

Il rischio di “un Paese spaesato”, cioè senza una bussola e un percorso comune sul quale dirigere gli sforzi delle varie componenti sociali e culturali: è la denuncia fatta, in apertura dei lavori del Consiglio episcopale permanente lunedì 17 settembre, dal presidente dei vescovi italiani mons. Angelo Bagnasco. Nella sua prolusione ha toccato temi quali giovani, famiglia, tutela della vita, sviluppo del Mezzogiorno, formazione professionale, casa, emergenze etiche (aborto, eutanasia, accanimento terapeutico ecc.). Riferendosi al recente incontro del Papa con centinaia di migliaia di giovani a Loreto (1-2 settembre), molti dei quali provenienti da diversi Paesi europei e anche da altri continenti, Bagnasco ha sottolineato la qualità e quantità dei partecipanti. Dopo aver ricordato la decisione del Papa di reintrodurre la possibilità di celebrare la messa secondo il Messale Romano promulgato da San Pio V e aggiornato dal beato Giovanni XXIII nel 1962, è passato a riflettere sulla “grande emergenza educativa” che si registra in Italia ma anche un po’ in tutte le società occidentali. Mons. Bagnasco ha invitato tutti alla coerenza cristiana, ma in particolare i politici ai quali ha ricordato che non si possono “tralasciare – per opportunismo, o convenzione, o altri motivi – le esigenze etiche intrinseche alla fede”. Tra le tematiche tipicamente italiane, ha citato l’esigenza di salvaguardare la formazione professionale per i giovani che non intendono proseguire nelle scuole superiori quinquennali e ha invitato banche e legislatori a promuovere innovative politiche per la casa. Rispetto ai temi della bioetica, ha parlato di rischio di “sgretolamento delle consapevolezze umane”.