CULTURA E CULTURE
È urgente “definire un’identità europea a livello culturale e religioso, delle sue istituzioni e delle sue frontiere geografiche e politiche” per evitare il rischio che l’Europa “sprofondi in un melting pot imperfetto” o “si frammenti sempre più” dal punto di vista culturale e istituzionale. Questo, spiegano i promotori, l’assunto da cui muove il colloquio internazionale su “L’identità europea e le sfide del dialogo interculturale”, in programma il 21 e 22 settembre a Lussemburgo (abbazia di Neumünster), definita insieme a Sibiu (Romania), capitale europea della cultura per il 2007. Promosso alla vigilia del 2008, “Anno europeo del dialogo interculturale”, dall’Istituto internazionale Jacques Maritain di Roma, dall’Istituto Italiano di cultura e dall’Istituto Pierre Werner del Lussemburgo, e presieduto da Jacques Santer, già presidente della Commissione europea e attualmente alla guida della Fondazione Robert Schuman, il Colloquio intende incoraggiare, spiega Roberto Papini, presidente dell’Istituto Maritain, “la riflessione sul multiculturalismo”. Questo è, infatti, “uno dei maggiori problemi che si pongono all’Europa di oggi” di fronte “al risveglio di fortissime identità nazionali e regionali, o alla crescente presenza di immigrati provenienti dal Magreb, dal Medio Oriente, dalla Turchia, dai Balcani – la maggior parte musulmani anche se di culti e culture diversi -, ma anche dalle Filippine e dai Paesi dell’America latina”. Uno scenario nel quale, prosegue Papini, “parole come laicità, democrazia o universalismo possono essere contestate o assumere significati diversi o, addirittura nessuno”, mentre nella “ricerca di soluzioni mirate ad una pacifica coabitazione”, “l’assimilazione alla francese, o il comunitarismo all’inglese non hanno avuto successo”. È dunque urgente una riflessione che “riguarda tutti i Paesi europei” nella consapevolezza che l’Ue, “malgrado i propri limiti, esprime un modello pluralista al cui cuore si situano la persona umana e i suoi diritti. Nonostante le sue tensioni interne l’Europa comunitaria è cosciente del suo patrimonio spirituale e morale, che tiene uniti i suoi popoli e giustifica il loro destino comune”. Papini sottolinea anche “l’importante ruolo” che le religioni possono assumere nel dialogo interculturale come “produttrici di senso, ciò che lo Stato e la morale repubblicana sono incapaci di fare”. A dare il benvenuto ai partecipanti sarà Jacques Santer; seguirà l’intervento di Jan Figel, commissario europeo per l’educazione, la formazione, la cultura e la gioventù. Il colloquio vedrà inoltre la partecipazione, tra gli altri, di Philippe Chenaux (Università Lateranense, Roma); Mohammed Arkoun, docente emerito alla Sorbonne (Parigi); Paul Valadier (Centre de Sèvres, Parigi); Laurent Mignon (Università Bilkent, Ankara). Info: www.maritain.org.