ECUMENISMO
XV Colloquio ecumenico internazionale di Bose (Italia)
Si chiude oggi (dal 16 settembre) nel monastero di Bose (Italia) la XV edizione del Colloquio ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa promossa dal monastero con il patrocinio del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli e dal Patriarcato di Mosca. I lavori del Colloquio di quest’anno sono consacrati al tema del mistero della Trasfigurazione di Cristo. Sono presenti a Bose non solo rappresentanti delle Chiese cattolica e ortodosse ma anche della Riforma. “Il convegno – spiegano i promotori – intende proporre un vero e proprio itinerario per cogliere il mistero della trasfigurazione in tutta la sua profondità, ma anche in tutto il suo significato per gli uomini del nostro tempo”. Se questo è lo scopo tematico, come ogni anno il colloquio di Bose si rivela occasione straordinaria di incontro e scambio ecumenico tra rappresentanti delle Chiese di alto livello. IL SACRIFICIO DELL’UNITÀ . “Dopo una necessaria evoluzione, che ci ha portato a ridimensionare i primi entusiasmi dell’impegno ecumenico e a comprendere la difficoltà della nostra impresa, viviamo oggi una fase ben più complessa che pone in primo piano gli ostacoli più gravi da superare”. In un messaggio ai partecipanti, il card. WALTER KASPER , presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, traccia un bilancio della situazione del dialogo ecumenico oggi. “Sbaglia – scrive – chi ritiene inutile l’esperienza più facile che abbiamo già fatto e sbaglia anche chi ritiene invalicabile la porta verso la comunione. Si tratta invece di avere pazienza, di vivere costantemente il sacrificio dell’unità, come ha chiesto il Servo di Dio Giovanni Paolo II nella sua lettera enciclica dedicata all’impegno ecumenico”. “Dobbiamo – afferma Kasper – interrogarci con onestà. Dobbiamo decidere se il nostro impegno è valido solo a patto che tutto vada bene e senza scosse e se il nostro agire è realmente ispirato alla fiducia in Colui che può tutto, nei tempi e nei modi che detta il suo Spirito”. TUTTI CHIAMATI A SEGUIRE GESÙ . Entrando nello specifico del tema del Colloquio BARTOLOMEO I , Patriarca di Costantinopoli così scrive in un messaggio indirizzato alla comunità monastica di Bose: “La Trasfigurazione occupa una posizione centrale nella vita della nostra Chiesa e la sua esplorazione spirituale può essere decisiva per la comprensione della verità della nostra fede”. Due, secondo Bartolomeo I, i pericoli nei quali si può incorrere: “Il desiderio di penetrare nelle profondità del mistero della Trasfigurazione come se questo fosse oggetto di comprensione scientifica e di conoscenza intellettuale” e “considerare la manifestazione del fulgore della divinità sul monte Tabor come una sorte riservata esclusivamente agli eletti”. “Tutti, senza eccezione, indipendentemente da età, sesso, grado sociale, patrimonio ereditario e provenienza, siamo stati chiamati alla stessa perfezione alla quale il Signore ha chiamato i tre apostoli”. LA TRASFIGURAZIONE DEL MONDO . “Nell’Ortodossia il tema della Trasfigurazione e l’idea ad essa legata della divinizzazione, vale a dire la trasfigurazione dell’essere umano” rivela “il mistero divino di ciò che sono chiamati a diventare l’uomo e il mondo attorno a noi”: è un passo del messaggio di ALESSIO II , Patriarca di Mosca. “Da quanto noi cristiani – ha affermato Alessio II – sapremo degnamente corrispondere alla nostra vocazione dipenderà la qualità spirituale del mondo che ci circonda”. “Poiché Gesù fu trasfigurato in vista della trasfigurazione del mondo – ha scritto SAMUEL KOBIA , segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese (Wcc) – il movimento ecumenico deve dare un’importanza particolare a una spiritualità centrata sulla vita”. “La IX Assemblea del Wcc nel 2006 – ha ricordato Kobia – ha identificato la spiritualità come una delle priorità da mettere all’ordine del giorno per i prossimi sette anni. Ciò solleva una domanda: in che modo la vita di Cristo riconcilia la spiritualità e l’applicazione dei principi etici cristiani alle situazioni umane?”. LA CULTURA RUSSA . “La storia della cultura ortodossa russa evidenzia come la Trasfigurazione rientrasse nel novero dei valori teologici e tradizionali considerati cruciali”: lo ha affermato ALEKSANDR SOROKIN , docente all’accademia di San Pietroburgo. Nella Mosca antica e a San Pietroburgo – ha spiegato Sorokin – erano molto numerose le chiese e i monasteri dedicati alla Trasfigurazione. “Esiste forse un legame – ha aggiunto riferendosi alla religiosità popolare – con la rigidità del clima: le dure condizioni di vita, fanno sì che l’uomo si affidi con più forza al Creatore che può trasformare la terra coperta di ghiaccio in un giardino”. “Anche il medico del romanzo di Bulgakov ‘Cuore di cane’ porta il cognome Preobrazeskij che si traduce ‘della trasfigurazione’: il libro intendeva dimostrare l’impotenza dell’uomo senza Dio”.