Diritti umani nei Paesi terzi

Durante l’ultima sessione plenaria (Strasburgo, 3-6/9/2007), il Parlamento europeo ha approvato una Relazione d’Iniziativa relativa al dialogo sui diritti umani con i Paesi terzi con la quale i deputati chiedono a Consiglio e Commissione di “rafforzare la coerenza e la cooperazione interistituzionale nel settore”. Nel testo si afferma la necessità che il rispetto dei diritti dell’uomo negli Stati partner ed associati all’Ue costituisca all’interno dei negoziati politici, economici e commerciali il “fondamento delle relazioni strategiche e privilegiate con l’Unione europea”, dal momento che l’obiettivo primario del dialogo consiste nel “contribuire al consolidamento della democrazia e dello stato di diritto”. L’Assemblea di Strasburgo – auspicando un maggior coinvolgimento generale dell’Europarlamento in materia – chiede inoltre al Consiglio di “applicare sistematicamente la clausola relativa ai diritti umani ed alla democrazia in tutti gli accordi che associano l’Unione ed i Paesi terzi” e di “porre in essere un meccanismo trasparente” per valutare lo status quo e fare in modo che l’azione comunitaria di aiuto allo sviluppo ed alla democratizzazione sia coerente e vincolata al rispetto da parte delle autorità dei Paesi beneficiari dei diritti civili, politici, sociali, economici, ambientali e culturali. Nella Relazione si esprime infine “preoccupazione” per il dialogo in tema di diritti umani con la Cina, l’Iran e la Russia.