GERMANIA
Un sito e un indirizzo e-mail per persone in difficoltà
www.kummernetz.de, questo è il sito fondato dal diacono di Würzburg, UWE HOLSCHUH , a fine 1996 con una semplice pagina web e un indirizzo di posta elettronica. Oggi sono cinquanta i collaboratori volontari che operano nell’ambito di una piattaforma di comunicazione e consulenza per adulti, bambini e giovani in situazioni difficili.LA RETE DEI DISPIACERI. I dati forniti da Holschuh sull’attività di “Kummernetz” (letteralmente: “rete dei dispiaceri”) sono straordinari: 2000 visite al giorno, 1200 consulenze, 4000 risposte da parte dei consulenti all’anno. Kummernetz non è un sito per soli cattolici: il 32% degli utenti è cattolico, un altro 32% protestante, il 13,8% agnostico, il 4,6% appartiene ad altre religioni, mentre il resto non ha dato indicazioni in merito. L’80% degli utenti è donna. Si tratta in gran parte di giovani: il 24% ha 13-17 anni; il 31% ha 18-25 anni; il 23% ha 26-35; il 13% ha 36-45 anni; il 4, 3% ha 46-55 anni. Diversi i principali settori di azione di Kummernetz: gli internauti possono aiutarsi reciprocamente nelle chat; chi cerca aiuto riceve consulenza da parte di volontari appositamente formati; sono disponibili pagine informative con impulsi per “autoterapia”; esistono forum per discutere dei vari problemi. UN NOME E UN VOLTO. I consulenti di Kummernetz sono teologi, psicologi ed altre svariate figure professionali. Chi aiuta non è un nome senza volto: i consulenti sono presentati con foto, presentazione e posizione professionale. Si può dunque scegliere l’interlocutore sulla base di queste informazioni. “Ad oggi operano in tutto circa 50 tra consulenti online e persone incaricate della pastorale via Internet che si collegano con finestre temporali di circa 2-4 ore alla settimana”, spiega Holschuh. “Occorrerebbe circa il triplo di consulenti per poter rispondere adeguatamente alla richiesta ma molte diocesi dispongono di fondi limitati e stanno riducendo gli organici. Anche i centri di consulenza ecclesiastici sono sottoposti a misure di risparmio e riescono a malapena a tenersi a galla”, lamenta. Circa la formazione dei consulenti, Holschuh sottolinea che “per garantire la qualità delle consulenze sono indispensabili gruppi di supervisione regionali”. E infatti i volontari vengono reclutati solo in regioni in cui siano presenti gruppi di supervisione. “Esiste inoltre una qualificazione suddivisa per week-end di formazione di base e avanzata e un tutoring di 6 mesi con una procedura di selezione. La qualità è stata in tal modo migliorata sensibilmente e la fluttuazione dei collaboratori è minima”. PASTORALE VIA MAIL. I problemi più ricorrenti nelle richieste di aiuto riguardano la sfera sociale, relazionale, i rapporti nella famiglia e infine situazioni legate alla formazione e al lavoro. Quali sono i vantaggi di Kummernetz? Secondo Holschuh, gli incaricati della pastorale e i consulenti entrano in contatto con moltissime persone, un contatto facile e “a portata di mouse”; la pastorale offerta via mail è concisa e senza divagazioni. Inoltre, osserva, “le persone in situazioni di crisi necessitano assistenza e sostegno seri e competenti. Come dimostrano gli sviluppi di una pastorale relativa alle svolte nella vita (nascita, diventare adulti, matrimonio, malattia, morte, ecc.), le persone sono particolarmente aperte alle questioni esistenziali soprattutto quando si trovano in queste fasi. Pertanto, con la pastorale via Internet, la Chiesa offre un prodotto estremamente richiesto”. Con un ritorno d’immagine positivo, di una Chiesa utile e al passo coi tempi. Un vantaggio particolarmente interessante soprattutto se si considera che con Kummernetz si raggiungono “in modo soddisfacente” soprattutto le fasce anagrafiche giovani. NON UN SOSTITUTO. Ma non mancano gli svantaggi. Infatti, se è vero che Kummernetz è noto, altri siti legati alla Chiesa sono ancora indietro, osserva il suo inventore, riferendosi ai dati degli accessi ai siti delle diocesi. Inoltre, “l’alta richiesta origina un sovraccarico” di lavoro dei volontari. Infine, sottolinea, “la pastorale via Internet presuppone che chi cerca consiglio si sappia esprimere e che sia disponibile a riflettere sulla propria vita. Ciò contrasta con la tendenza generale al ‘fast-food’. Alcuni non sanno più o non hanno mai imparato come esporre i problemi e rimanere in tema”: per questo, il contatto viene talvolta interrotto. L’attività di Kummernetz non si contrappone al lavoro della pastorale “faccia a faccia”: “Non ci interessa entrare in concorrenza”, assicura Holschuh. “A mio avviso, le comunità on-line non possono rimpiazzare ciò che una buona parrocchia è in grado di offrire”. E infatti, “in molti casi, i nostri consulenti e operatori della pastorale incoraggiano le persone a rivolgersi ad un centro di consulenza, ad un gruppo di auto-aiuto, ad un sacerdote, ad un terapeuta in loco”.