Portare a un’opinione pubblica ampia il dibattito attuale sui possibili effetti dannosi delle rappresentazioni della violenza nei media: questo l’appello del card. Karl Lehmann, presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), intervenuto nei giorni scorsi a Bonn all’assegnazione del “Premio cattolico dei media”. “Videogiochi violenti, video disponibili via Internet di atti terroristici ed esecuzioni capitali, filmati girati con il telefonino contenenti scene di pestaggi o di mobbing rappresentano dimensioni altamente problematiche dell’utilizzo dei media, quanto le scene di sadismo nei film o in televisione”, ha affermato Lehmann nel corso della cerimonia della manifestazione. “Superare questi fenomeni di violenza è un obiettivo che interessa tutta la società, di cui devono tener conto anche i media. Diversamente da quanto accade nei confronti dell’ambiente o dell’alimentazione, la società dimostra una sensibilità ancora insufficiente nei confronti dei possibili ‘agenti inquinanti’ nei media”, ha aggiunto. Lehmann ha criticato il fatto che i risultati dei controlli eseguiti nell’ambito dell’autoregolamentazione volontaria non siano accessibili. “Nella valutazione attuale delle normative sulla tutela dei giovani relativamente ai media, occorre verificare come rendere accessibili tali informazioni anche a genitori e giovani. Nell’educazione ai media, l’accento non deve essere posto sui divieti, bensì sulla libertà nella responsabilità”. Giunto alla sua quinta edizione, il premio è stato assegnato quest’anno ai giornalisti Angela Graas e a Bastian Obermayer, “esempi”, secondo Lehmann “di come i media possano dare stimoli a interrogarsi sulle domande esistenziali”.