COMECE

Le tre sfide

Europe infos: presidenza portoghese, libertà religiosa, ricerca

Dal 1° luglio, conclusosi il semestre di presidenza tedesca, a guidare il Consiglio dell’Unione europea è il Portogallo. Su questo “passaggio di consegne” si sofferma il numero di luglio-agosto di “Europe infos”, mensile della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea) e dell’Ocipe (Ufficio cattolico di informazione e iniziativa per l’Europa). “Angela Merkel è riuscita a trovare una via d’uscita alla crisi provocata dal no dei francesi e degli olandesi al Trattato costituzionale – annota STEFAN LUNTE -; tuttavia a causa della delicatezza delle relazioni tra Germania e Polonia, sarà necessario poter contare sull’aiuto”, tra gli altri, “di Nicolas Sarkozy e José Luis Rodriguez Zapatero”. Tre, osserva MARIA LYRA TRAVERSA, “gli assi sui quali ruoterà la presidenza portoghese”. Sul piano interno appare prioritario “rafforzare l’integrazione economica e stimolare la competitività uscendo rapidamente dall’impasse istituzionale”; sul piano esterno “le prospettive sono assai vaste: da est a ovest passando per il sud, Lisbona intende promuovere le relazioni con i Paesi terzi e, al tempo stesso, rafforzare il ruolo dell’Europa sulla scena mondiale”. Terza sfida, “ma non minore delle altre”, il “raggiungimento di un accordo su un nuovo Trattato costituzionale” che “la presidenza lusitana prevede verrà firmato entro il prossimo dicembre”. LIBERTÀ RELIGIOSA E ADOZIONE. Se il Regno Unito è stato un Paese all’avanguardia nell’applicazione delle direttive Ue sull’uguaglianza e la non discriminazione”, l’Equality Act 2006 contro ogni discriminazione nella fornitura di beni e servizi fondata sull’orientamento sessuale, “crea serie difficoltà alle 12 agenzie d’adozione cattoliche che attualmente coprono il 4% dei servizi in materia”, e certamente non possono “accettare domande di adozione da coppie dello stesso sesso”. A rilanciare la questione, sulla quale nei mesi scorsi anche i vescovi britannici hanno fatto sentire la propria voce, è CHARLES WOOKEY , secondo il quale “la Chiesa ritiene che questo regolamento non sia da applicare all’adozione”. Facendo chiarezza sulla “distinzione della Chiesa tra orientamento e attività sessuale delle persone”, Wookey conclude: Il governo (del Regno Unito, ndr) non può pretendere che le agenzie cattoliche, quale sia la modalità del loro finanziamento, mettano da parte le proprie convinzioni morali e religiose”. PRINCIPI ETICI NELLA RICERCA. “La politica di ricerca europea dovrebbe essere profondamente ancorata nella società europea” e tenere conto “del quadro di principi etici fondamentali comuni”. Richiamando questa affermazione del Libro verde della Commissione europea sullo “spazio europeo di ricerca” lanciato nel 2000, KATHARINA SCHAUER si chiede se questi principi “siano un denominatore comune” e “come si possano proteggere i diritti degli Stati membri a stabilire limiti etici”. Essenziali, per l’esperta, “la protezione della vita umana e il principio di non commercializzazione del corpo umano”. Al riguardo Schauer sottolinea: “Nel dibattito sull’utilizzo delle cellule staminali embrionali umane, si ha l’impressione che gli Stati membri che dispongono di norme etiche più restrittive siano considerati come freni alla ricerca”. Sono in corso consultazioni tra ricercatori e non ricercatori in materia: alla fine del 2007 è in programma una conferenza. “Sui risultati di essa – conclude Schauer – la Commissione europea proporrà nel 2008 nuove iniziative a favore dello spazio europeo di ricerca”. CITTÀ DAL VOLTO UMANO. Il progetto di “città europee dal volto umano” è al centro di un’intervista con J EAN-MARIE BEAUPUY, presidente dell’Intergruppo urbano e degli alloggi del Parlamento europeo, dopo il lancio di “una nuova politica urbana in Europa” nello scorso mese di maggio. “La politica urbanistica e degli alloggi non è di competenza diretta dell’Unione europea – precisa Beaupuy -; tuttavia l’Ue interviene indirettamente attraverso norme sui materiali di costruzione e l’allocazione dei fondi regionali. Ma anche altre politiche europee hanno ricadute sulla città… Penso all’ambiente, ai trasporti e, in generale, alle politiche sociali”. Oltre l’80% dei cittadini Ue – circa 400 milioni di persone – vive in città -. “Pertanto – conclude – il valore aggiunto dell’Europa è nella misura in cui essa permette la condivisione delle esperienze e lo scambio delle buone pratiche”. Chiesa cattolica e G8: dopo la lettera inviata da Benedetto XVI nel dicembre 2006 ad Angela Merkel, presidente del G8 nel 2007, e i richiami dei presidenti di alcune Conferenze episcopali europee ai rispettivi capi di Stato in vista dello stesso G8 (svoltosi nello scorso giugno), JOHANNA TOUZEL rileva che “diventa urgente l’istituzione di un segretariato permanente per il G8”, evoluzione “verso una maggiore trasparenza ed efficacia” che potrebbe inoltre consentire “alla Chiesa di accompagnare più strettamente il processo che deve condurre ad una governance mondiale” in grado di “rispondere alle grandi sfide della globalizzazione”.