ECUMENISMO
Al via la EEA3: partecipano anche 80 giovani
A Sibiu lo staff è già da tempo in pieno lavoro per accogliere i delegati e visitatori di tutta Europa che per una settimana, dal 4 al 9 settembre, animeranno la Terza Assemblea ecumenica europea (EEA3). Un evento atteso (dopo le esperienze ecumeniche vissute nel 1989 a Basilea e nel 1997 a Graz) e preparato da tutte le Chiese cristiane lungo un percorso a tappe partito nel gennaio del 2006. Il tutto è stato coordinato da due organismi europei: il Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali europee) e la Kek (Conferenza delle Chiese europee).I PROTAGONISTI . I delegati ufficiali sono 2.100 (più staff, giornalisti e volontari locali). Metà sono stati nominati dalle 34 Conferenze episcopali che fanno parte del Ccee; l’altra metà rappresenta le circa 120 Chiese membro della Kek, di tradizione anglicana, ortodossa e protestante. Ai delegati ufficiali si aggiungono 400 ospiti e, come le precedenti assemblee, un numero imprecisato di visitatori che potranno partecipare agli eventi culturali dell’assemblea nonché alla celebrazione conclusiva di sabato pomeriggio (con la lettura del messaggio finale) e all’incontro di chiusura domenica mattina. Novità di questa terza Assemblea sarà la presenza – a fianco dei delegati ufficiali – dei giovani, dai 18 ai 30 anni: 80 provengono da tutta Europa, 40 sono della Romania. Per loro è stato pensato un programma speciale con una pre-Assemblea (31 agosto-3 settembre).IL PROGRAMMA . L’Assemblea – dal titolo “La luce di Cristo illumina tutti. Speranza di rinnovamento e unità in Europa” – si aprirà martedì 4 alle 20 in una piazza pubblica della città dove tra musiche e canti della cultura rumena daranno il loro benvenuto gli organizzatori e le autorità civili della città. Poi i lavori si articoleranno in sessioni plenarie (la mattina) e in nove forum (il pomeriggio) su temi specifici. Fra i principali oratori, il Patriarca ecumenico Bartolomeo, il card. Walter Kasper (Vaticano), il metropolita ortodosso Daniel di Iasi (Romania), il metropolita ortodosso Kirill di Smolensk e Kaliningrad (Russia), la decana luterana Margarethe Isberg (Svezia), il vescovo luterano Wolfgang Huber (Germania), il presidente della Commissione europea Manuel Barroso, il presidente della Romania Trajan Basescu.I TEMI: LA CHIESA . I delegati arriveranno a Sibiu dopo aver studiato e riflettuto su un documento di lavoro (accessibile al sito www.eea3.org) dove è possibile leggere una sintesi dei contributi fatti arrivare al Ccee e alla Kek al termine degli incontri e delle manifestazioni che si sono svolti nei diversi paesi europei prima di Sibiu. Nella seconda parte del documento, invece, è possibile trovare le schede introduttive ai 9 Forum che si realizzeranno durante l’Assemblea. Mercoledì 5 settembre, il tema generale sarà “La Luce di Cristo e la Chiesa”. I tre forum del pomeriggio parleranno di unità, spiritualità e testimonianza. Non si nasconderanno le difficoltà e infatti nella prima scheda così si legge: “Il compito ecumenico per le Chiese in Europa consiste nel rendere visibile questa unità, a dispetto delle barriere causate dalle loro differenti percezioni della Chiesa, dei suoi sacramenti e dei suoi ministri”. Riguardo alla testimonianza, nella scheda si prendono le distanze dal proselitismo (problema ecumenico fortemente sentito soprattutto ad Est) e si afferma che: “testimoniare insieme l’amore che ci ispira presuppone il rispetto nei confronti della coscienza e della dignità umana”.L’EUROPA E IL MONDO . Giovedì 6, il tema generale sarà: “La Luce di Cristo e l’Europa” e i tre forum convergeranno attorno ai temi dell’Europa, delle religioni e delle migrazioni. Riguardo alle migrazioni, i delegati si confronteranno su come i flussi migratori hanno cambiato il volto delle Chiese in Europa. In particolare si affronteranno i problemi specifici delle Chiese minoritarie e delle comunità ecclesiali dei migranti. Venerdì 7, tema della Assemblea sarà “La Luce di Cristo e il mondo” e i tre forum parleranno di creazione, giustizia e pace. Riguardo alla salvaguardia del creato, così si legge: “Per troppo tempo le Chiese sono rimaste in silenzio rispetto alla crisi ecologica… Di fronte alle implicazioni etiche della crisi, si sono rese conto che rimanere in silenzio avrebbe significato violare sia i valori cristiani che quelli umani”. Riguardo al tema della giustizia, forte la sottolineatura nel documento del lavoro rispetto all’impegno nella lotta contro la povertà perché – si legge nella scheda – “intorno a noi i poveri sono più di ieri e sono più poveri di ieri”. Infine il tema della pace con la presa d’atto che “nella risoluzione dei conflitti”, è “assolutamente prevalente” l’intervento “di carattere militare piuttosto che non violento”. Da qui la domanda: “Come possono agire le Chiese in Europa in modo da rendere possibile ed efficace una strategia non violente per la risoluzione dei conflitti?”.