Una voce ascoltata

Ad un mese dalla morte dell’arcivescovo di Parigi

Il 5 agosto, scompariva dopo una lunga malattia l’arcivescovo emerito di Parigi, card. Jean-Marie Lustiger, definito da BENEDETTO XVI “pastore appassionato della ricerca di Dio e dell’annuncio del Vangelo”, “uomo di fede e di dialogo”, “lungimirante intellettuale”. Nel telegramma inviato a mons. André Vingt-Trois, attuale arcivescovo della capitale francese, all’indomani della morte del suo predecessore, il Papa rende omaggio alla “grande figura della Chiesa di Francia” che “seppe mettere i propri doni al servizio della fede per rendere presente il Vangelo in tutti gli ambiti della vita della società” e “si spese generosamente per promuovere relazioni sempre più fraterne fra cristiani ed ebrei”. Il Pontefice rammenta inoltre la sollecitudine del card. Lustiger verso i giovani, l’impulso dato allo sviluppo “dell’impegno missionario dei fedeli” e il rinnovamento della “formazione di preti e laici”. Aaron Lustiger nasce nel 1926 a Parigi da una famiglia ebrea di origine polacca, e a 14 anni si converte al cristianesimo scegliendo il doppio nome di Jean e Marie. Due anni dopo perde la madre, deportata ed uccisa ad Auschwitz. Ottenuta la licenza in teologia presso l’Institut Catholique, e in lettere e filosofia presso la Sorbonne, viene ordinato sacerdote nel 1954; nominato vescovo di Orléans nel 1979 e arcivescovo di Parigi nel 1981 (incarico che manterrà fino al 2005). Nel 1983 è creato cardinale e nel 1995 viene eletto all’Académie Française. Lancia Radio Notre-Dame; fonda il seminario diocesano con criteri fortemente innovativi (in pochi anni si registra un considerevole aumento delle vocazioni); è l’artefice nel 1997 della Giornata mondiale della Gioventù che si svolge a Parigi con un milione di giovani; ospita nel 2004 la seconda tappa (dopo Vienna 2003) del congresso internazionale per la nuova evangelizzazione nelle grandi capitali europee che si concluderà con la quinta e ultima tappa a Budapest dal 16 al 22 settembre prossimo.LA “PARROCCHIA UNIVERSALE”. “Innanzitutto un credente” che, “lungi dal lasciarsi rinchiudere nel mondo ecclesiastico, aveva innumerevoli contatti nella società francese e nel mondo intero: nel mondo accademico e in quello economico, negli ambienti politici e culturali”. A ricordare in questi termini il proprio predecessore è l’attuale arcivescovo di Parigi, mons. ANDRE’ VINGT-TROIS, che rammentandone l’elezione all’Académie Française, sottolinea: “Questo solido tessuto di relazioni era come una sorta di parrocchia universale nella quale esercitava il suo ministero di prete e testimone della fede”. Per il card. JEAN-PIERRE RICARD, arcivescovo di Bordeaux e presidente della Conferenza episcopale francese, sono stati “il suo interesse per il pensiero e la cultura contemporanea, il senso della storia, le folgoranti intuizioni sull’evoluzione della civiltà occidentale” a farne “una voce ascoltata non solo dai cristiani, ma anche da tutti coloro che si aprono al rispetto della coscienza e si interrogano sul futuro dell’umanità”.COME UN PROFETA. “Il card. Lustiger – rileva il patriarca di Venezia card. ANGELO SCOLA – ha permesso, innanzitutto nella sua diocesi ma poi a più largo raggio ecclesiale, di riscoprire il dinamismo profondo della riforma nella Chiesa. Ha saputo quindi cavare dall’antico il nuovo, recuperando, attraverso un’ermeneutica corretta del Vaticano II, la migliore tradizione della Chiesa francese, per la quale essa potrebbe tornare ad essere sorella maggiore nella Chiesa universale”. “Per me Jean-Marie Lustiger incarnava in modo sconvolgente il dramma e la bellezza delle radici ebraiche della fede e della vita cristiana” rivela l’arcivescovo di Vienna, mons. CRISTOPH SCHONBORN, che aggiunge: “In questa Europa che ha tanto bisogno di sapere chi è e da dove viene, la voce e l’azione del card. Lustiger sono state come quelle dei grandi profeti del popolo eletto”. Sull’ “incessante zelo missionario” del “delicatissimo pastore” si sofferma l’arcivescovo di Westminster, card. CORMAC MURPHY O’ CONNOR, mentre il card. PETER ERDO, arcivescovo di Budapest e presidente del Ccee (Consiglio delle Conferenze espiscopali europee), esprime gratitudine “per le indicazioni pastorali e la paterna amicizia dimostratagli” e, in particolare, “per l’iniziativa della nuova evangelizzazione nelle grandi città che quest’anno si conclude” nella capitale ungherese.UN “MAGNIFICO ESEMPIO”. A rievocare le “particolari relazioni di amicizia, preghiera e sollecitudine” del card. Lustiger “per la Chiesa di Gerusalemme, la popolazione e, soprattutto, la comunità cattolica”, è il patriarca di Gerusalemme MICHEL SABBAH. Il CONGRESSO EBRAICO MONDIALE , nelle parole del segretario generale Maram Stern, definisce dal canto suo l’arcivescovo emerito di Parigi “artefice del rafforzamento del dialogo tra cattolici ed ebrei”, e ne sottolinea l’impegno come “magnifico esempio per chiunque voglia promuovere l’intesa e il rispetto reciproco tra religioni e culture”.