Il ministro degli esteri della Grecia, Dora Bakoyannis, ha deciso di informare l’Unione europea della situazione vissuta dal Patriarcato ecumenico di Costantinopoli ed ha presentato una informativa al Consiglio degli affari generali e relazioni esterne che si è riunito a Bruxelles lunedì 23 luglio, sotto la presidenza di Louis Amado, ministro degli Esteri del Portogallo. Al termine del Consiglio, nelle conclusioni finali dei lavori, i ministri si dicono sconcertati soprattutto in merito alla “recente sentenza della Corte di Cassazione e alle sue implicazioni sulla libertà di religione”. Da tempo esistono delle tensioni tra le autorità turche e il Patriarcato. Il 26 giugno scorso, un tribunale turco ha negato il carattere ecumenico al Patriarcato di Costantinopoli e ha affermato che il Patriarca Bartolomeo è capo unicamente della piccola comunità greco-ortodossa della città e non il capo spirituale di circa 300 milioni di ortodossi sparsi nel mondo. Negli ultimi due anni le minoranze cristiane hanno subito varie aggressioni, anche mortali, rivolte sia al clero che ai laici, come le uccisioni del prete cattolico Andrea Santoro a Trabzon, del giornalista di origine armena Hrant Dink e di tre protestanti a Malatya. E ci sono le continue minacce contro il patriarcato degli Armeni. “Questo nostro Paese – ha detto recentemente il Patriarca Bartolomeo, in una delle pochissime dichiarazioni pubbliche sulla questione – deve riconciliarsi con la propria storia. Devono capire che le minoranze qui non sono qualcosa di separato, ma fanno parte della storia di questo Paese, di questa terra. Non abbiamo rivendicazioni politiche . Non siamo una minaccia per lo Stato, ma siamo un riferimento di civiltà e di stabilità”. Sulla questione però è intervenuto il Patriarcato ortodosso russo che in una dichiarazione rilanciata da Interfax il 26 luglio nega che il Patriarcato di Constantinopoli possa storicamente avvalersi del titolo “ecumenico” e della guida di 300 milioni di cristiani ortodossi. Quando “questi titoli sono apparsi – si legge nella dichiarazione -, per universo si intendeva l’Impero bizantino”. Pertanto “il concetto di ‘giurisdizione mondiale del Patriarcato di Constantinopoli’ così come l’affiliazione di 300 milioni di cristiani ortodossi non può essere vera, perché il Patriarcato di Costantinopoli è una delle 15 chiese ortodosse locali autonome (autocefale) e lontana dall’essere la più numerosa”.