“Linee d’azione per ridurre lo scarto di remunerazione tra donne e uomini”: la Commissione Barroso interviene con un documento che affronta le cause e propone interventi negli Stati membri per contrastare la differenza di stipendi nell’Ue a svantaggio delle donne. Secondo l’Esecutivo, esse “guadagnano in media il 15% in meno dei colleghi maschi” a parità di mansioni “e nulla indica un’inversione di tendenza”. Il dato è stato definito mediante una analisi delle retribuzioni lorde orarie in vari settori economici e in tutti gli Stati membri. Ma secondo gli economisti di Bruxelles, “tale differenza riflette le numerose altre discriminazioni e ineguaglianze” che rendono più debole la presenza femminile nel mondo del lavoro. “Le donne ricorrono maggiormente a lavori a tempo parziale e interrompono più spesso la carriera. Sono sfavorite quando si tratta di ottenere posti direttivi”. “Ridurre lo scarto di remunerazione del lavoro – spiega il commissario Vladimir Spidla – fa parte degli obiettivi della Strategia di Lisbona per la crescita e l’impiego”. Per affrontare la questione, la Commissione individua quattro campi d’intervento: “applicare meglio l’attuale legislazione”; lotta al divario tra le retribuzioni come parte integrante delle politiche a favore dell’occupazione degli Stati membri (sfruttando anche i finanziamenti comunitari come il Fondo sociale europeo); “promuovere la parità salariale fra i datori di lavoro”; sostenere lo scambio di pratiche esemplari nell’intera Ue e interessare sindacati e parti sociali.