PRIMA PAGINA

Abitare il tempo

Europa: l’oggi e il domani delle parrocchie

“Abitare cristianamente il nostro tempo” è stato il tema del 24° incontro del Colloquio europeo delle parrocchie tenutosi la scorsa settimana a Porto. I partecipanti, provenivano da Belgio, Spagna, Portogallo, Inghilterra, Svizzera, Francia, Italia, Germania, Austria, Slovacchia, Ungheria, Romania e Ucraina. L’incontro consisteva in un continuo scambio tra il contributo dei conferenzieri e le esperienze dei parroci. Il tema è stato approfondito a partire da tre relazioni: Salvador Pié, professore alla Facoltà di teologia di Barcellona e all’Università Gregoriana di Roma, ha parlato di “ Il cristianesimo, un modo di abitare il mondo”. La relazione ha preso come riferimento la Costituzione pastorale Gaudium et Spes , sempre d’attualità ma da riattualizzare incessantemente per sviluppare nuovi orientamenti e dar forma a uno stile di vita “dialogico”. Joël Morlet, vicario generale di Châlons-en-Champagne e insegnante di sociologia preso l’Istituto cattolico di Parigi, si è interrogato sulla religiosità contemporanea con la domanda: “ Dopo la secolarizzazione, un’Europa religiosa?” . Abitare cristianamente il nostro tempo presuppone un regolamento di conti con questa strana categoria che è la secolarizzazione. Ciò presuppone di prendere atto della dimensione spesso solo soggettiva delle credenze e dei riti e di un nuovo modo di vivere il rapporto religioso. Padre Franclim Pacheco, ha parlato del modo in cui il popolo ebraico ha inteso il proprio rapporto con gli altri popoli: “ Abitare questo mondo: dentro o fuori? Prospettive bibliche” . È su questo sfondo che Gesù ha sviluppato un nuovo modo di “abitare questo mondo”: Egli “pianta la sua tenda” per restare tra noi e con noi. Da qui discendono i diversi atteggiamenti dei cristiani nei vari contesti europei, oltre che tra loro e i loro contemporanei. Ma il Colloquio europeo delle parrocchie è anche un’esperienza ecclesiale e di incontro delle comunità sul campo. I partecipanti hanno potuto incontrare direttamente una quindicina di parrocchie della città di Porto e dei sobborghi, scoprendovi una diversa presenza della Chiesa “nelle gioie e nelle speranze, nelle tristezze e nelle angosce degli uomini di questo tempo”. Alla riflessione e alla scoperta di una Chiesa locale, si è aggiunto l’incontro tra i partecipanti stessi e della gioia di essere “attori del Vangelo”. È proprio questa una caratteristica importante della lunga tradizione del Colloquio europeo delle parrocchie: riunire cristiani interessati all’annuncio del Vangelo a partire dalle parrocchie, vivere una dinamica di ascolto, di incontro grazie alla scoperta di una Chiesa locale, sviluppare una riflessione che possa nutrire l’impegno di tutti, sia insieme che individualmente, nei rispettivi ambienti. Al termine dei lavori i partecipanti hanno compreso più a fondo che “abitare cristianamente il nostro tempo” richiede alle nostre realtà ecclesiali, in primo luogo alle nostre parrocchie, ma anche alle persone e ai gruppi l’attuazione di tre verbi: ascoltare, discernere, camminare. Tre “posture dialogiche” da sviluppare come persona e come comunità per testimoniare Gesù Cristo e vivere del suo spirito tra i nostri contemporanei. La 25° edizione del Colloquio europeo delle parrocchie si terrà a Mons (Belgio) nel luglio 2009 e sarà un’altra occasione di apertura a cristiani venuti dai quattro angoli d’Europa anche per lasciarci interpellare dalla ricca diversità della testimonianza del Vangelo. L’eliminazione delle barriere è un’opportunità per stabilire un dialogo: ne abbiamo molto bisogno in Europa, in ciascuno dei nostri paesi e delle nostre parrocchie.