CONSIGLIO D'EUROPA
Due raccomandazioni su questioni relative alla religione
“Stato, religione, laicità e diritti dell’uomo” e “Bestemmia, insulti a carattere religioso e incitamento all’odio contro le persone a motivo della loro religione”: sono le due raccomandazioni approvate dall’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa(CdE), riunita a Strasburgo dal 25 al 29 giugno. Le due raccomandazioni sono disponibili in “versione provvisoria” sul sito del Consiglio d’Europa (www.coe.int). Nel primo documento, ossia “Stato, religione, laicità e diritti dell’uomo” (n.1804), suddiviso in 24 punti, sottolineando l’importanza del fattore religioso nella società europea, viene tra l’altro riaffermato il principio della separazione tra Chiesa e Stato: “È un principio generalmente ammesso che domina la vita politica e istituzionale nei Paesi democratici”. La seconda raccomandazione (n.1805), divisa in 17 punti, afferma che “i gruppi religiosi devono tollerare le critiche e i dibattiti sulle loro attività a condizione che questi non siano insulti gratuiti”. Al contrario, i discorsi di odio che istigano alla discriminazione o alla violenza nei confronti di persone sulla base della loro religione dovrebbero essere puniti. Proponiamo una sintesi dei due documenti.STATO E RELIGIONI. Il principio della separazione tra Chiesa e Stato, si legge nella raccomandazione n.1804, “è un principio generalmente ammesso che domina la vita politica e istituzionale nei Paesi democratici”. Già con la raccomandazione n.1720 (del 2005) sull’educazione e sulla religione, l’Assemblea parlamentare del CdE notava che “la religione di ciascuno, inclusa l’opzione di non avere religione, fa parte di un profilo rigorosamente privato”. A questo riguardo, nella raccomandazione n.1804 viene evidenziato che, “se la Corte europea dei diritti dell’uomo protegge la libertà di espressione e la libertà di religione, riconosce anche il diritto dei differenti Paesi di organizzare le relazioni tra lo Stato e le religioni, conformemente alle disposizioni della Convenzione europea dei diritti dell’uomo..”.RELIGIONE E DEMOCRAZIA. Nel riconoscere l’importanza del dialogo interculturale e della sua dimensione religiosa, nella raccomandazione n.1804 viene dichiarato che la religione e la democrazia non sono incompatibili e, talvolta, le religioni giocano un ruolo sociale molto positivo. “Le autorità civili, con il sostegno delle religioni, possono eliminare molte cause che generano l’estremismo religioso”. In questa prospettiva, l’aspetto educativo risulta l’elemento più rilevante al fine di combattere l’ignoranza religiosa, gli stereotipi e l’incomprensione delle religioni. “La conoscenza delle religioni è parte integrante della storia degli uomini e delle civiltà… Anche i Paesi dove una Confessione è predominante devono insegnare le origini di tutte le religioni”.IL PRIMATO DEI DIRITTI DELL’UOMO. Indicazioni che dicono di un chiaro orientamento dell’Assemblea in materia di libertà religiosa. “Gli Stati – viene affermato nella raccomandazione n.1804 – non possono accettare neanche la diffusione di principi religiosi che, messi in pratica, implicherebbero una violazione dei diritti dell’uomo. Se dei dubbi esistono in questo campo, gli Stati devono esigere dai responsabili religiosi una presa di posizione senza ambiguità sul primato dei diritti dell’uomo, come registrati nella Convenzione europea dei diritti dell’uomo, nei confronti di ogni principio religioso”. La raccomandazione – oltre a sottolineare la condivisione dell’Assemblea per la proposta del Comitato dei ministri di organizzare degli incontri annuali sulla dimensione religiosa del dialogo interculturale con i rappresentanti delle religioni tradizionalmente presenti in Europa e della società civile – presenta alcune indicazioni indirizzate allo stesso Comitato, tra cui: diffondere la riflessione sulla dimensione religiosa del dialogo interculturale; considerare la creazione di un istituto per elaborare programmi, metodi e materiali pedagogici utili allo studio dell’eredità religiosa degli Stati membri del CdE.GLI INSULTI A CARATTERE RELIGIOSO. Nella seconda raccomandazione (n.1805), l’Assemblea parlamentare ritiene, tra l’altro, necessario rivedere la giurisdizione in merito alla blasfemia, “spesso risultato della posizione dominante di una particolare religione” e invita il Comitato dei ministri a vigilare affinché i singoli Paesi depenalizzino “la bestemmia”. Ricordando la raccomandazione n.1720 (del 2005) sull’educazione e la religione, l’Assemblea sottolinea la necessità di ampliare “la comprensione e la tolleranza tra persone di confessioni differenti. Se gli individui conoscono meglio la religione e le sensibilità religiose degli altri, gli insulti a carattere religioso imputabili all’ignoranza saranno probabilmente meno frequenti”. In questo contesto, l’Assemblea ha accolto l’iniziativa delle Nazioni Unite di istituire un organismo dedito al tema dell'”alleanza delle civiltà”.