ECUMENISMO
Austria: IX edizione dell’accademia ecumenica estiva
“Dio tra mancanza di significato e contenuto esistenziale”: questo il tema della nona edizione dell’accademia ecumenica estiva, svoltasi tra l’11 e il 13 luglio a Kremsmünster in Austria. Il convegno si è concluso con la tradizionale tavola rotonda, cui hanno partecipato, tra gli altri, il Metropolita greco-ortodosso Michael Staikos, il vescovo cattolico mons. Manfred Scheuer (Inssbruck) e il futuro vescovo evangelico-luterano Michael Bünker. Religione e società moderne. Partendo dal presupposto che le offerte della Chiesa si basino sui doni di Dio e non siano soggette alla logica del mercato, mons. Scheuer ha sottolineato che la “Chiesa propone spazi di interruzione del mercato, di libertà e speranza, nonché spazi protetti per i sofferenti e i poveri”. Il vescovo ha messo in guardia dal vedere la spiritualità solo sotto l’aspetto degli effetti positivi sperati. “Chi cerca Dio parla sempre di come Dio li abbia ‘presi’. Dio va pensato come libertà assoluta e permette quindi anche la libertà della persona”; una libertà, ha aggiunto, che deve essere “interpretata” e compresa con “intelletto chiarificatore”. Il metropolita Staikos ha evidenziato il significato di una testimonianza cristiana comune nella società di oggi: “La dignità umana viene sfruttata per ottenere la massima produttività. Le persone di oggi devono sentirsi proprio abbandonate e tradite. A maggior ragione è importante che le Chiese siano consapevoli del loro compito diagonale. La vera fede non esiste senza il servizio concreto nei confronti delle persone”. Michael Bünker si è soffermato sulla dominanza dell’economia nel mondo; nell’osservare che “Il Vangelo segue certamente altri criteri”, Bünker ha ammesso che “con il Vangelo può essere difficile perseguire un’economia di mercato di successo”. Sul piano esistenziale, il futuro vescovo ha affermato che “la nostalgia dell’essere umano, unitamente al dolore, contraddistingue la realtà frammentaria dell’uomo. La vita umana non è perfetta e non è perfettibile. Le Chiese operano al meglio se riescono ad accettare la fragilità della vita umana”. Religioni e democrazia . Intervenendo sui rapporti tra religioni e politica, lo studioso di religioni Jürgen Manemann ha esortato i cristiani a mantenere una “distanza critica” nei confronti del “boom religioso” dominante. “Nonostante l’opzione di separazione tra Chiesa e religione esistono da un lato tendenze a ‘politicizzare la religione'”, dall’altro richieste per “una secolarizzazione forzata secondo un laicismo stretto”. “Dai laicisti viene sollevata la domanda se le religioni non siano sostanzialmente ‘incompatibili con la democrazia’”, ha spiegato, aggiungendo che “nell’affermare che gli attacchi terroristici sono la prova che ‘con Dio’ tutto è permesso, i laicisti rafforzano la loro convinzione secondo cui “non è la morale ad avere fondamento in Dio”, quanto piuttosto che la fede in un unico Dio è il motivo dell’immoralità”. “La nuova politicizzazione delle religioni è espressione di una ‘crisi culturale dei postmoderni’, ha affermato Manemann. Dopo la Seconda Guerra mondiale, “si è sempre più diffusa l’idea secondo cui la modernizzazione economico-sociale avrebbe ridotto l’influsso della religione quale importante elemento dell’esistenza umana”, ha spiegato lo studioso. “Questa previsione si è tuttavia dimostrata infondata”. Dio dimenticato? Wolf Krötke, ordinario evangelico a Berlino per la teologia sistematica, ha trattato l’aspetto della ‘ricristianizzazione’ di chi non riconosce Dio riferendosi alla realtà dell’ex DDR. In queste aree, circa tre quarti della popolazione non appartiene ad alcuna Chiesa cristiana: “L’ateismo pratico è diventato qualcosa di ovvio per la maggior parte degli abitanti dei nuovi Länder “, ha constatato. “Dio non svolge alcun ruolo nella vita di queste persone. Si è già dimenticato di averlo dimenticato”. Una situazione, ha puntualizzato, “che non è cambiata neanche con la rivoluzione dei rapporti sociali del 1989”. Krötke ha quindi illustrato le possibilità di diffondere l’annuncio cristiano in una situazione in cui occorre “parlare di Dio ricominciando dall’inizio”.