PE
Dal Parlamento un richiamo ai 27
Democrazia, pace, lotta alla povertà e alle malattie, solidarietà internazionale. Con alcuni recenti interventi, il Parlamento di Strasburgo ha richiamato l’Ue e i suoi 27 Stati membri a una maggior attenzione e a interventi efficaci negli scenari globali. C’È L’UE NEL FUTURO DELL’UCRAINA? Il primo sguardo va alla situazione venutasi a creare a Kiev dopo la “rivoluzione arancione”. Il grande Paese ex comunista è alla ricerca di una stabilità politica e socio-economica che tarda ad arrivare. Per questo l’Europarlamento è favorevole all’avvenuta apertura dei negoziati per un accordo di partenariato, in vista di una futura, eventuale, adesione all’Unione. “La maggioranza degli ucraini è favorevole all’adesione all’Ue. Ma prima – ha spiegato il deputato polacco MICHAL KAMINSKI, estensore della relazione approvata nel corso dell’ultima sessione plenaria – sono necessarie riforme tese a stabilizzare il quadro istituzionale ed economico e a garantire il rispetto dei diritti umani”. Nel frattempo si propone “l’istituzione di una zona di libero scambio” e il rafforzamento della cooperazione in campo energetico. L’Emiciclo esorta dunque i leader ucraini “a rimanere fedeli al loro impegno a favore dei principi di libertà, democrazia, Stato di diritto e rispetto dei diritti umani”, mentre occorre “intensificare la lotta contro la corruzione” e “rafforzare la responsabilità degli organi dell’amministrazione statale”.AIDS, ACCESSO AI FARMACI NEI PVS. Sollecitata da due interrogazioni orali, l’Aula ha affrontato un dibattito sull’accesso ai medicinali nei paesi in via di sviluppo (Pvs). I dati risuonati a Strasburgo sono eloquenti: il 95% dei 40 milioni di persone che nel mondo soffrono di Hiv/Aids vive nei Paesi poveri, soprattutto in Africa. Il Parlamento ha ancora una volta riaffermato le difficoltà di accesso a cure efficaci nelle nazioni del “terzo mondo”. Una risoluzione sostenuta da tutti i gruppi politici, eccetto la destra estrema e i nazionalisti, sottolinea che la disponibilità di farmaci a prezzi accessibili contribuirebbe a curare i sofferenti, ma anche “a ridurre la povertà, ad aumentare la sicurezza umana e promuovere i diritti umani e lo sviluppo sostenibile”. L’Ue è chiamata “ad adottare con urgenza misure supplementari intese a promuovere il trasferimento di tecnologie, la ricerca, i sistemi di approvvigionamento regionali” per “accrescere la produzione di prodotti farmaceutici negli stessi paesi in via di sviluppo”. Quindi gli eurodeputati si rivolgono direttamente alle case farmaceutiche per “ricercare soluzioni tariffarie alternative”, così da abbassare i prezzi dei farmaci.SITUAZIONE IN MEDIO ORIENTE. Sul Medio Oriente, invece, il Parlamento torna a ipotizzare l’impiego di una forza internazionale sotto egida Onu, appoggiando “l’organizzazione di una conferenza internazionale di pace”. L’intervento giunge a pochi giorni dalla nomina dell’ex premier britannico Tony Blair quale emissario del Quartetto (Onu, Ue, Stati Uniti e Russia) che sostiene una soluzione in Terra Santa sul principio “due popoli, due Stati”, israeliano e palestinese. L’Aula, che si era pronunciata sul tema anche a fine giugno, condanna ancora, alla vigilia del nuovo incontro del Quartetto fissato per il 19 luglio a Lisbona, la presa di potere di Hamas a Gaza; sostiene il presidente palestinese Abbas; invita Israele a “fermare le operazioni militari e liberare i detenuti” della parte avversa. Il Parlamento ribadisce le “preoccupazioni per le possibili gravi conseguenze dell’attuale crisi”, “compresi ulteriori attacchi militari e terroristici e una crescente radicalizzazione”, che potrebbe “ulteriormente compromettere la fragile situazione politica nella regione”. Dal canto suo la Commissione ha deciso di stanziare altri fondi per 80 milioni di euro, nell’ambito del meccanismo di aiuti alla popolazione palestinese definito dallo stesso Quartetto. DARFUR, DISASTRO UMANITARIO. “Una miscela infernale”: JOSEP BORRELL , deputato spagnolo, ha guidato fra il 30 giugno e il 6 luglio una missione parlamentare nel Darfur. Con questi termini descrive la regione del Sudan, fra guerra, violenze di ogni genere, stupri di massa, povertà crescente. Borrell ricorda gli oltre 400mila morti causati dal conflitto, mentre sarebbero due milioni e mezzo i rifugiati. L’ex presidente dell’Eurocamera denuncia la “sparizione” di 400 milioni di euro destinati dall’Ue agli stipendi dei militari dell’Unione africana, che svolgono il ruolo di forza di interposizione. L’Assemblea, in seduta plenaria, ha preso posizione chiedendo ai Paesi Ue di “monitorare da vicino l’embargo di armi” contro il governo di Khartoum. Si ritiene necessario “rafforzare il divieto ai voli nella regione” mediante la creazione di una “no fly zone”. Netta la denuncia contro l’esportazione di armi in Sudan da parte della Cina. Dall’Onu i deputati europei si attendono un rapido e massiccio intervento “per evitare il disastro umanitario”.