Lustracja, lasciarsi guidare dalla carità

È stato pubblicato in questi giorni il documento “Verità e responsabilità” della Commissione teologica e pastorale “Memoria e sollecitudine” dell’arcidiocesi di Cracovia, dedicato alla divulgazione delle informazioni sui collaboratori dei servizi di sicurezza comunisti. Il testo, ha sottolineato il presidente della Commissione, mons. Jan Szkodon, vuole far fronte al rischio “di compromettere la dignità e il buon nome delle persone”. La lustracja , ossia la verifica dei casi di collusione con i servizi del regime comunista, riporta il testo, “nonostante sia necessaria, non dovrebbe essere svolta in un’atmosfera di resa dei conti e di vendetta, bensì nello spirito cristiano di pentimento, perdono e riparazione del torto”. A chi riceve le informazioni si chiede “una ponderata valutazione delle fonti”, cioè delle cartelle compilate dagli agenti dei servizi segreti, tenendo presente che esse sono “inquinate per la loro stessa natura”. “La raccolta delle informazioni (da parte dei servizi, ndr ) era immorale – si legge nel documento – in quanto aveva lo scopo di piegare i singoli e tutta la società”. L’obiettivo di quanti le raccoglievano “non era né il bene degli indagati, né quello del Paese”, bensì “la salvaguardia degli interessi del regime totalitario e la sicurezza di quelle persone che, arrivate al potere, non lo volevano perdere”. “Materiale quantitativamente immenso – continua il documento – è stato raccolto con metodi ignobili, per mezzo di ricatti e insidie, approfittando dell’ignoranza delle persone, ma anche purtroppo grazie ai tradimenti e alle debolezze di alcuni informatori”. Serve, dunque, “una grande prudenza nella valutazione”, ricordando che “l’amore per il prossimo ci obbliga a non condannare nessuno”. La Commissione conclude invitando quanti divulgano le informazioni sulle persone colluse con i servizi comunisti ad essere guidati dai principi di verità, carità, giustizia e saggezza, tendendo presente che “maldicenze e calunnie distruggono la reputazione e l’onore del prossimo”.