In Portogallo, è in crescita il numero delle organizzazioni che si dedicano esclusivamente alla realizzazione di progetti missionari e di aiuto allo sviluppo: sono 41, tra Congregazioni religiose e onlus. Anche il numero di giovani che aderiscono a questi progetti di volontariato missionario risulta in aumento di anno in anno: nel 2007 sono 260 coloro che si sono resi disponibili a partire. La maggioranza offrirà la propria collaborazione per uno o due mesi, privilegiando il periodo delle vacanze estive, ma 47 di loro hanno deciso di impegnarsi per uno o due anni. Le ragazze costituiscono il 73% del totale, con una leggera flessione rispetto al 77% dello scorso anno. I Paesi di espressione linguistica ufficiale portoghese rappresentano le destinazioni abituali degli interventi umanitari, in particolare il Mozambico e l’Angola, ma alcune organizzazioni hanno già attivato rapporti di cooperazione con realtà culturali più distanti, quali l’Honduras e il Marocco. Un aspetto importante del fenomeno è che il 25% dei giovani volontari mostra la tendenza a ripetere questo tipo di esperienza, considerandola positiva e arricchente dal punto di vista personale ed umano. È la Fondazione evangelizzazione e culture (Fec) che dal 2003 funziona come piattaforma del volontariato missionario, e si preoccupa di raccogliere i dati che contribuiscono a mettere in luce i contorni di questa dinamica sociale che si è venuta notevolmente consolidando negli ultimi vent’anni. Un forte contribuito è certamente derivato dall’appello lanciato da papa Giovanni Paolo II. nel 1998: “Portogallo, ti chiamo in missione”, al quale, negli ultimi cinque anni, hanno risposto ben 1386 giovani con azioni di volontariato missionario Ad Gentes .