“E’ prima di tutto una riflessione spirituale ricca e profonda sulla tradizione della Chiesa celebrante che loda e ringrazia Dio”, con queste parole i vescovi olandesi commentano il Motu Proprio “Summorum Pontificum” di Benedetto XVI. “Non si tratta di una bocciatura della liturgia del Concilio Vaticano II poiché le due le forme sono manifestazioni di uguale dignità della tradizione liturgica della Chiesa cattolica romana”. I vescovi olandesi chiedono ai sacerdoti di “aderire di buon grado alle richieste dei fedeli che chiedono di assistere alla messa secondo il Rito Tridentino” ed esprimono “la speranza che le nuove direttive papali non producano agitazioni”. “L maggior parte dei sacerdoti – affermano – è abituata al messale romano secondo il Concilio Vaticano II e riconosce una certa difficoltà nell’utilizzo del Messale romano del 1962”. “In questa situazione è importante la comprensione reciproca delle proprie posizioni, sia da parte dei fedeli che chiedono questa versione della liturgia come anche dei sacerdoti che finora, come previsto, hanno usato il messale del 1970. È perciò importante che nella nuova situazione la pace di Cristo sia nei cuori dei fedeli”.