RASSEGNA DELLE IDEE
Herder Korrespondenz: religione islamica a scuola e in lingua tedesca
Nuove indicazioni per l’insegnamento della religione islamica: ne parla un articolo, comparso nell’edizione di giugno della Herder Korrespondenz, a firma di Harry Harun Behr, dal 2006 professore di didattica della religione islamica presso l’università di Erlangen-Norimberga. L’autore si riferisce alla sperimentazione in corso in alcuni Bundesländer. PER UN’INTEGRAZIONE POSITIVA. Alla fine di marzo a Stoccarda, in un convegno sponsorizzato dalla fondazione Robert Bosch ed organizzato dalla diocesi di Rottenburg-Stoccarda insieme con l’IZIR (centro interdisciplinare per la dottrina islamica in Erlangen), i temi trattati non erano più tanto i problemi giuridici ed amministrativi (come nel convegno precedente del 2005), quanto la questione dei contenuti dell’insegnamento e del modo di procedere. Sia nella Bassa Sassonia e Nordrhein-Westfalen sia in Baden-Württemberg e Baviera, nonostante la differenza di modelli di insegnamento della religione islamica, “il progresso è ancorato a successi parziali sul piano locale e regionale”. “L’insegnamento della religione islamica è da localizzare nel punto di intersezione di due campi protetti dalla Costituzione: scuola e insegnamento”, da un lato, e “religione”, dall’altro. L’insegnamento della religione islamica “deve basarsi su una teologia e una didattica della religione aperte a livello scientifico, in grado di incentivare un’integrazione positiva e di immunizzare gli studenti” contro il rischio di dogmatismi ideologici. Di importanza decisiva “per migliorare il rapporto tra istituzioni statali e musulmani è un accordo sulle mete che si possono raggiungere assieme e un accordo sui campi di competenza senza confusione delle responsabilità”. FUNZIONE SOCIALE RILEVANTE. Particolarmente validi sono i segnali che giungono dal mondo politico, che confermano l’intenzione di continuare sulla via “dell’insegnamento della religione islamica in lingua tedesca” e di sostituire le sperimentazioni in corso “con un insegnamento regolare della religione islamica” (Siegfried Schneider, ministro dell’istruzione in Baviera al convegno di Stoccarda). “I progetti locali e regionali sono il risultato della reciproca fiducia che si è andata a stabilirsi tra tutti i partecipanti” e i nuovi piani didattici sono da considerarsi come risultato del “consenso migliore possibile e non del compromesso minimo possibile”. Se nel 1999 l’introduzione dell’insegnamento della regione islamica nelle scuole sembrava ai conservatori una concessione ai “turchi-tedeschi”, oggigiorno ci si ricorda della religione come istituzione “con una funzione sociale rilevante”, anche per quel che riguarda il buon costume o la sicurezza politica. E “i dibattiti sull’insegnamento della religione islamica provocano anche una rinnovata riflessione sul ruolo delle religioni nel contesto di società moderne con una storia culturale influenzata dalla secolarizzazione – il che riguarda d’altronde anche alcune parti del mondo culturalmente musulmane”. PREVENIRE. Dopo gli attentati a New York ed in Europa l’islam viene percepito nella sua dimensione globale ed ormai si parla dell’insegnamento della religione islamica sotto l’aspetto della prevenzione, soprattutto per quei giovani musulmani senza prospettive. “I nuovi piani didattici dell’islam manifestano questa dimensione in tutta chiarezza”: l’etica sociale è posta in primo piano e “soltanto in seconda linea essi sono identificabili come islamici autentici”. Questa finalità a sostegno del sistema politico locale viene accettata, a quanto pare, dalla maggioranza dei musulmani in Germania. A tal scopo è necessaria la garanzia statale che il progetto per l’insegnamento dell’islam come materia ordinaria venga attuato. Il tedesco deve essere la lingua di insegnamento e anche gli alunni tra loro devono parlare tedesco per “imparare a varcare i confini linguistici, culturali e religiosi e a fungere da intermediari” tra le culture. Anche per questa materia si danno voti (numerici) con un giudizio di valutazione espresso in parole, determinanti per la promozione o la bocciatura. Le ore di lezione devono essere di mattino e non di pomeriggio. L’insegnante sarà qualificato e praticante; l’insegnamento avrà elementi informativi, annunciativi (e quindi anche educativi, come richiede l’islam) e indicativi delle pratiche religiose tramandate. Per rispondere alle esigenze didattiche conformi alla Costituzione non è possibile importare insegnanti da Istanbul o dal Cairo: sono richiesti insegnanti (per ora scarsi) di religione islamica ma di formazione universitaria tedesca. La teologia islamica in Germania a livello universitario è aperta al discorso ed in grado di “dare appoggio in situazioni caratterizzate da bruschi cambiamenti sociali e politici. Con l’interpretazione di quanto è stato tramandato offre un nuovo significato aiutando in tal modo gli uomini a costruire una continuità nei loro riferimenti specificatamente religiosi”.