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Europa: una straordinaria fioritura di pellegrinaggi
Nel sud Europa l’estate significa necessità di scappare dal caldo insopportabile delle città per trovare un po’ di freschezza in montagna o al mare. Per l’Europa centrale e dell’Est l’arrivo del tempo estivo assume un significato specifico. Ad esempio per molti abitanti poter passare una o due settimane al mare era un sogno e pur di poterlo realizzare si risparmiava tutto l’anno. Oggi, la caduta delle frontiere e l’avvicinamento del valore della moneta fanno della vacanza sulla spiaggia un’esperienza normale. E questa possibilità apre spazi inediti per nuove forme di turismo e tempo libero. Ci sono, oltre a quelli più noti, due aspetti che meritano una particolare attenzione.I Paesi dell’Est e del Centro europeo vengono spesso indicati come tradizionalmente cattolici. Una delle forme di questo cattolicesimo sono stati per secoli i pellegrinaggi che venivano compiuti con canti, bandiere e costumi tradizionali. Questo “cristianesimo di pellegrinaggio” assumeva però un tono un pò dispregiativo e per i giovani puzzava come qualcosa di poco moderno e attraente. Veniva letto come una vaga nostalgia da vecchi. A questo sentimento, il comunismo ha offerto “inconsapevolmente” un servizio: tra le prime cose che ha proibito, sono stati proprio i pellegrinaggi presentandoli come pericolose manifestazioni contro il regime. Ha creato così un vuoto e un bisogno. E così al crollo del totalitarismo si é assistito ad una vera e propria rinascita dei pellegrinaggi a cui partecipano soprattutto i giovani dando una bella manifestazione della presenza della Chiesa. I pellegrinaggi hanno preso un tono nuovo e fresco confermano anche oggi il loro valore. Stiamo vivendo una fioritura dei pellegrinaggi: quello famoso a piedi da Varsavia-Cestochova, Levocia in Slovacchia, Velegrad in Moravia, Mariazell in Austria ed altri, nazionali e regionali. In questo contesto, è nato anche il progetto della “strada pellegrina dei santuari centroeuropei”, ben documentata, con indicazioni delle moderne forme del pellegrinare. Anche dal punto di vista del contenuto, si può notare un graduale miglioramento – triduo tematico delle riflessioni, un’offerta di workshop religiosi per diversi gruppi dei partecipanti, sopratutto giovani, gruppi musicali e le adorazioni silenziose. Oso dire, che come per la seconda metà del secolo scorso lo Spirito “volava” e ringiovaniva la Chiesa attraverso i movimenti, adesso la sua presenza vivificante si sente specialmente in queste occasioni. Importante anche un altro aspetto: la partecipazione di tutte le generazioni, dai bambini agli anziani. Il vuoto che l’ateismo aveva creato tra le vecchie e le giovani generazioni, viene qui superato in una forma connaturale. Come eredità del progetto di Mariazell di alcuni anni fa si può notare anche una partecipazione più internazionale. E questo avviene anche per i pellegrinaggi nell’Europa occidentale. Come non leggervi un invito a condividere la ricchezza spirituale, culturale, sociale e di bellezze della natura e contribuire alla partecipazione ad un patrimonio cristiano europeo?D’altro lato sentiamo ancora la mancanza della pastorale del turismo, la spiritualità del riposo. Ed è un peccato in quanto confrontandosi con queste esperienze possiamo imparare molto.