Slovenia: la morte di mons. Sustar

Si sono svolti il 2 luglio, nel piazzale antistante la cattedrale di Ljubljana, i funerali di mons. Alojzij Šuštar (nato il 14/11/1920), arcivescovo metropolita emerito di Ljubljana, avvenuta il 29 giugno 2007 nella capitale slovena. A presiedere il rito il card. Franc Rodé, arcivescovo metropolita emerito di Ljubljana. Al termine delle esequie la salma è stata tumulata nella cattedrale. Per volere di mons. Šuštar, ai fedeli è stato chiesto di non inviare fiori, ma di devolvere offerte per l’Istituto San Stanislao della capitale o in beneficenza. “Fu Giovanni Paolo II a nominare mons. Šuštar arcivescovo di Ljubljana il 23 febbraio 1980 – ricorda il portavoce dei vescovi sloveni don Andrei Saje – come teologo e moralista dette una nuova svolta alla vita della Chiesa locale, aprendola ad una dimensione internazionale, ma segnò anche la vita del popolo sloveno nel suo rapporto verso lo Stato e nella sua ricerca della democrazia. Di grande aiuto fu per lui l’esperienza di 27 anni trascorsi in Svizzera, dove aveva svolto il suo ministero come docente di filosofia, di religione e di teologia morale. Dal 1971 al 1976 fu Segretario del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee). Durante il suo ministero episcopale il Vaticano eresse la Conferenza episcopale slovena, il 19 febbraio 1993, di cui egli stesso divenne primo Presidente”. Come suo secondo successore, come Segretario generale del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) mons. Aldo Giordano, in un messaggio, ha espresso, a nome di tutto il Ccee, “la grande riconoscenza dei vescovi europei per il servizio di mons. Šuštar all’annunzio del Vangelo in Europa e alla comunione tra le Conferenze episcopali come primo segretario del Ccee negli anni 1971-1976”. “Egli può essere ritenuto un co-fondatore del Ccee – scrive mons. Giordano -. L’arcivescovo Šuštar vive ora nella dimora di Dio Trinità che egli ha testimoniato in tutta la sua vita. Alla sua preghiera affidiamo l’Europa di oggi con le sue fatiche e speranze, il cammino di riconciliazione tra i cristiani, la collaborazione tra le Conferenze episcopali e l’evangelizzazione dei nostri paesi.