Ccee, Comece-Kek, Conferenze episcopali

Ccee: convegno su situazione religiosa in EuropaSi riuniranno a Covadonga (Spagna), dal 26 al 30 giugno, i segretari generali delle Conferenze episcopali d’Europa. All’incontro parteciperà anche l’arcivescovo di Oviedo, mons. Carlos Osoro Sierra. L’iniziativa, su “La situazione religiosa in Europa: tra secolarizzazione e domanda di senso e di spiritualità”, è promossa dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) e si svolge su invito della Conferenza episcopale spagnola e del suo segretario, mons. Juan Antonio Martínez Camino SJ, vescovo ausiliare di Madrid. “In particolare – si legge in una nota – si analizzerà la situazione religiosa nei vari paesi europei, tentando di mettere a fuoco nodi problematici e questioni fondamentali. Successivamente si discuterà sulle prospettive per il ruolo della Chiesa, l’evangelizzazione, la pastorale e l’attività delle Conferenze episcopali. I partecipanti discuteranno inoltre su temi di particolare attualità, tra cui, in ambito bioetico, la legalizzazione dell’eutanasia e la ricerca sulle cellule staminali embrionali. Per quanto riguarda la presenza dell’Islam in Europa, verrà presentata la prossima Conferenza europea cristiano-musulmana (Malines/Bruxelles, Belgio, 20-23 ottobre), organizzata dal Ccee e dalla Conferenza delle Chiese Europee (Kek). Nel corso dei lavori, inoltre, verrà presentata la ricerca del Ccce sull’insegnamento della religione in Europa. All’ordine del giorno anche la prossima Giornata Mondiale dei Giovani di Sydney (15-20 luglio); l’Anno Paolino 2008-2009; la XII Plenaria ordinaria del Sinodo dei vescovi (5-26 ottobre 2008). I partecipanti faranno una valutazione della Terza Assemblea Ecumenica Europea (Eea3, settembre 2007) e discuteranno sulle sue implicazioni. Dal 30 settembre al 3 ottobre si svolgerà a Budapest l’assemblea plenaria del Ccee. Comece-Kek: il terzo seminario sull’islamSi terrà il prossimo 3 luglio a Bruxelles, presso la sede del Parlamento Europeo, il terzo seminario promosso dalla Comece (Commissione delle Conferenze episcopali della Comunità Europea) con la Commissione “Chiesa e Società” della Kek e la Fondazione Konrad Adenauer (Kas), in collaborazione con partner musulmani, sul tema generale “Islam, Cristianesimo ed Europa”. Argomento specifico di questo incontro, “Europa cristiana e Islam in Europa”. Con la crescita del flusso migratorio, gli europei devono imparare a coesistere con popoli di provenienze culturali ed origini religiose diverse. Alla luce di questa consapevolezza e per rafforzare “la coesione sociale e la pace civile in Europa”, l’Unione Europea ha dichiarato il 2008 l'”Anno europeo del dialogo interculturale”. Un importante aspetto di questa crescente diversità è il numero sempre più consistente delle persone di origine musulmana in un’area geografica a maggioranza tradizionalmente cristiana. Rientrano in questo scenario, come contributo all’Anno europeo del dialogo interculturale, i quattro seminari promossi da Comece, Kek e Kas. I primi due, su “Dialogo interculturale: in risposta a quale problemi?” e “Vivibilità della religione nello spazio pubblico europeo: la questione dei luoghi di culto e dei simboli religiosi nel vestire” si sono già tenuti, rispettivamente il 17 aprile e il 29 maggio. L’ultimo, “Le relazioni esterne dell’Unione Europea con i Paesi musulmani” è in programma per l’11 settembre.Conferenze episcopali al G8: impegno per il climaUn maggior impegno per i poveri e per la tutela del clima: lo chiedono le Conferenze episcopali dei Paesi del G8 in una lettera comune inviata ai rispettivi capi di governo, diffusa nei giorni scorsi. Nel documento, i vescovi di Germania, Inghilterra e Galles, Scozia, Francia, Italia, Giappone, Canada, della Federazione Russa e degli Usa rivolgono un appello ai partecipanti al vertice G8 di Toyako (Giappone), sollecitando il rispetto degli obblighi assunti durante i summit di Gleneagles (2005) e Heiligendamm (2007). “Sono necessari ulteriori aiuti relativamente all’assistenza medica, all’istruzione e agli aiuti umanitari”, scrivono i vescovi. Tutelare la vita e rispettare la dignità umana è “un obbligo religioso e morale”. Allo stesso tempo, i vescovi si appellano ai responsabili, affinché elaborino “proposte concrete” atte ad “attenuare la crisi alimentare mondiale per i Paesi poveri” e a “migliorare l’assistenza medica e l’istruzione”. “Occorre una politica del commercio globale equa, che garantisca condizioni di lavoro umane”, dichiarano. Secondo i vescovi, alla base del successo dello sviluppo sostenibile vi sono “l’aiuto all’auto-aiuto” e “la partecipazione dei poveri nei settori economico, sociale, politico e culturale”. Il documento sottolinea come le conseguenze dei cambiamenti climatici colpiscano soprattutto i poveri, “nonostante siano coloro che meno contribuiscono al mutamento del clima”. I costi che ne derivano “devono essere sostenuti dai popoli e dalle nazioni che traggono vantaggio economico dalle emissioni”. Spetta a questi finanziare lo sviluppo di tecnologie eco-compatibili per fronteggiare i cambiamenti climatici.