Italia: ospedale, parrocchia, territorio”Ospedale, parrocchia, territorio: luoghi di promozione della salute”. A questo tema è stato dedicato il decimo convegno nazionale dei direttori degli Uffici diocesani per la pastorale della sanità. Il convegno, svoltosi nei giorni scorsi a Chianciano Terme (Siena), è stato promosso dall’Ufficio per la pastorale sanitaria della Conferenza episcopale italiana (Cei). “Come Chiesa – ha detto mons. Giuseppe Merisi, presidente della Commissione episcopale per il servizio della carità e la salute – siamo chiamati a pensare il servizio di pastorale sanitaria nel contesto di un impegno per il bene vero della gente, cioè di ogni uomo”. A fianco delle strutture pubbliche, ha ricordato mons. Merisi, “le strutture sanitarie cattoliche possono svolgere un ruolo profetico di attenzione premurosa ai poveri e ai sofferenti ad ogni livello”. Per mons. Merisi, “occorre un maggiore coinvolgimento delle diocesi, perché la presenza cattolica in sanità, ai suoi diversi livelli, possa essere significativa e all’altezza delle necessità umane e spirituali dei malati. Per fare questo è necessario predisporre in ogni realtà ecclesiale un piccolo progetto di pastorale sanitaria, realistico e ancorato alla realtà territoriale, che tenga debitamente conto della presenza di associazioni laicali e del loro contributo a questo come ad altri settori pastorali”.Secondo don Andrea Manto, direttore dell’Ufficio Cei di pastorale sanitaria, “le diverse componenti degli operatori e del volontariato diocesano e parrocchiale sono chiamate a interagire, per una presenza più strutturata, meglio capace di rispondere anche alle sfide culturali e bioetiche che si vanno imponendo nell’opinione pubblica”.In Italia le istituzioni sanitarie di matrice cristiana sono raggruppate dall’Aris (associazione religiosa istituti socio-sanitari): 241 le strutture associate per un totale di 26.728 posti letto e 10.269 assistiti nell’area ambulatoriale. Spagna: una lettera per l’Anno Paolino”È un tempo opportuno affinché tutta la Chiesa, con lo sguardo rivolto alla vita e agli scritti dell’Apostolo delle Genti, cresca nella conoscenza del Signore e nel desiderio di comunicarlo a tutti coloro che ancora non lo conoscono”. Lo afferma mons. Juan Antonio Reig Pla, vescovo di Cartagena, in una lettera per l’Anno Paolino che si aprirà il prossimo 28 giugno. Ne da notizia l’agenzia Fides. “Per tutti noi, quest’anno si deve trasformare in una nuova Damasco”, continua il vescovo. Cioè in un tempo di vera conversione “per lasciarci far cadere dalle altezze sulle quali noi stessi siamo saliti. Per scendere fino alla conoscenza dal nostro peccato. Per lasciarci riconciliare con Dio”. Per questo chiede che durante quest’Anno si celebri “meglio e con più frequenza il Sacramento della Riconciliazione”, facendo un appello a tutti i sacerdoti perché siano disponibili. Per il vescovo “quest’anno deve essere anche un momento propizio per parlare della vocazione”. Come San Paolo si chiese “Cosa devo fare, Signore ?”, allo stesso modo ciascuno dei membri della Chiesa deve porsi la stessa domanda. Mons. Reig Pla ricorda ai fedeli che “tutti devono uscire incontro ai nostri concittadini”, perché sono ancora molti quelli che “non hanno conosciuto l’Unico che ha consegnato la sua vita per loro. Tutti, tutta la Chiesa, è chiamata ad alzarsi in piedi in mezzo alle piazze, per annunciare il Vangelo che è forza di salvezza per chiunque crede”. In questo Anno non si può dimenticare la dimensione ecumenica, volontà esplicita anche del Papa. In tal senso dobbiamo “fare tutto il possibile per recuperare l’unità persa, con preghiere e con gesti”. L’apertura diocesana dell’Anno Paolino avrà luogo sabato 28 giugno nella Cattedrale in coincidenza con l’Ordinazione di cinque presbiteri.Regno Unito: la strada delle scuole cattoliche Le scuole cattoliche mostrano la strada per il futuro per quanto riguarda la diversità culturale, la coesione comunitaria e la promozione delle pari opportunità: parola di Ed Balls, ministro britannico per l’istruzione e la famiglia. Nell’incontro annuale al parlamento di Westminster, durante il quale Governo e Chiesa cattolica verificano i risultati nel settore dell’educazione, il ministro ha parlato del suo rispetto per il lavoro fatto dalle Chiese ricordando che sono state le prime istituzioni a garantire una istruzione gratuita e ha ringraziato i responsabili delle scuole cattoliche e la Conferenza episcopale per l’impegno a migliorare gli standard e a generare opportunità per tutti. All’incontro di Westminster hanno partecipato anche l’arcivescovo di Birmingham Vincent Nichols, la responsabile dell’ufficio per l’educazione della Conferenza episcopale Oona Standard, responsabili diocesani e presidi e insegnanti di scuole cattoliche che accolgono di ottocentomila alunni in Inghilterra e Galles. “Le scuole cattoliche puntano sempre a costruire una comunità e devono avere immaginazione per pensare a modi per dimostrare e incarnare l’unità nella diversità” ha detto mons. Nichols. Oona Standard ha definito i responsabili diocesani dell’educazione “gli eroi nascosti dell’educazione cattolica” che garantiscono sostegno e consiglio alle scuole locali e ha riservato parole di apprezzamento per gli insegnanti di religione per il loro speciale contributo.