GIOVANI E MEDIA
Una ricerca in Italia, Francia, Spagna, Regno Unito e Germania
“L’evoluzione delle diete mediatiche giovanili in Italia e in Europa”: è questo il titolo del 7° Rapporto sulla comunicazione del Censis, Centro studi investimenti sociali, l’istituto di ricerca socioeconomica italiana, e dell’Ucsi, l’Unione cattolica stampa italiana, presentato il 9 giugno a Roma. 5000 giovani di Italia, Francia, Spagna, Regno Unito e Germania, di età compresa tra i 14 e i 29 anni, sono stati intervistati ad ottobre 2007 e l’insieme dei dati acquisiti mostra il loro atteggiamento davanti ai media, un misto fra “nomadismo e disincanto” che li porta a passare da un’esperienza mediatica all’altra senza attribuire molta importanza a nessuna di esse, indifferenti agli strumenti che usano. Un modello uniforme. Dal Rapporto emerge che i giovani europei stanno convergendo verso un modello uniforme di impiego dei media. In tutte i principali Paesi europei i giovani entrano in contatto con un gran numero di media, internet ha conosciuto un elevatissimo indice di penetrazione, i consumi maschili e femminili tendono ad uniformarsi, ovunque ai primi posti nell’uso abituale dei media si trovano televisione, cellulare e internet, seguiti da radio, libri e quotidiani, sempre a livelli più alti di quanto registrato per le fasce d’età più elevate e tra i giovanissimi queste tendenze risultano ancora più accentuate. Telefonino. Ovunque si fa un grande uso del telefonino, ma solo in Italia il 96,5% dei giovani lo adopera in maniera davvero abituale. Negli altri Paesi gli utenti abituali oscillano tra l’89,3% della Germania, l’83,9% della Gran Bretagna, l’83,7% della Spagna, per scendere al 73,8% della Francia. È interessante notare che nel 2006 i giovani tedeschi si collocavano intorno al 75% di uso abituale del cellulare e sono ora arrivati quasi al 90%, mentre i francesi si posizionavano intorno all’80% e ora si avvicinano al 70%. Gli stessi spagnoli e britannici erano intorno al 90% e si sono leggermente allontanati dall’uso del telefonino, mentre solo gli italiani erano già oltre il 90% e si stanno avvicinando al 100% (tra i 14 e i 18 anni sono già al 97,2%). Internet e libri. Se per gli italiani il telefonino è il perno intorno a cui ruota il loro sistema della comunicazione, per i loro coetanei inglesi e tedeschi il perno è internet. In Gran Bretagna e Germania l’uso abituale della rete raggiunge rispettivamente il 77,7% e 76,5% contro il 73,8% in Italia. I ragazzi spagnoli e francesi non solo usano meno Internet (rispettivamente il 69,5% e il 65,7%), ma leggono anche meno libri dei coetanei europei: almeno tre libri all’anno per il 43,3% degli spagnoli e il 48,1% dei francesi, rispetto al 60,7% dei tedeschi, al 62,1% degli italiani e al 64,5% dei britannici. Attardati sono gli spagnoli e i francesi, non solo usano meno internet (rispettivamente 69,5% e 65,7%), ma leggono anche meno libri dei loro coetanei europei (il 43,3% gli spagnoli e il 48,1% i francesi, rispetto al 62,1% degli italiani, al 60,7% dei tedeschi e al 64,5% dei britannici) e la stessa cosa accade, in modo meno accentuato, anche per i quotidiani e per la radio. Televisione. La televisione costituisce uno dei punti di riferimento essenziali intorno ai quali le giovani generazioni costruiscono la loro esperienza di vita, ma la tv generalista perde punti (non in Francia dove passa dall’80,5% di uso abituale del 2006 all’87,1% del 2007), mentre ne guadagnano la tv satellitare (in Gran Bretagna raggiunge il 50,4%), la tv digitale terrestre e tutte le forme di televisione via cavo e via internet (sempre più nei Paesi nordici rispetto a quelli mediterranei). Le preferenze accordate ai media nel tempo libero ne forniscono un riscontro. Ai primi tre posti delle preferenze giovanili ci sono in tutti i casi internet, televisione e libri, ma non sempre nello stesso ordine. In Francia al primo posto si trova la tv (con il 42,1%) seguita da internet (36,9%), ma i libri sono al 30,5%. In Spagna la situazione è analoga, anche se è internet (40,5%) in vantaggio sulla tv (34,1%), con i libri a poca distanza al 31,9%. L’Italia si allinea agli altri Paesi meridionali nell’apprezzamento di internet (40,4%) ma procede in controtendenza generale, visto che presenta i libri al 38,7% e la televisione al livello europeo più basso (31,9%). Le preferenze accordate agli altri media non sono molto significative. Media più vicini. I media che i giovani europei sentono come più vicini sono ancora televisione, cellulare e internet. Mentre in Germania e in Gran Bretagna l’ordine in cui si collocano i tre media è lo stesso (internet, cellulare, televisione, con internet addirittura al 62,8% in Germania), negli altri tre paesi latini è sempre diverso. In Francia la televisione (60,9%), è seguita dal cellulare (42,9%) e da internet (37,6%). In Spagna l’ordine è televisione, internet, cellulare, ma con i tre media abbastanza prossimi tra loro. In Italia, infine, il cellulare è al primo posto, quasi alla pari con la televisione, con internet a breve distanza.