GRAN BRETAGNA
Incontri semplici, sereni e seri per vincere la grave crisi
Gli ultimi dati pubblicati dall’Ufficio di statistica del governo, confermano che il matrimonio è una istituzione in grave crisi in Gran Bretagna, dove le unioni civili sono scese al livello più basso da quando la loro registrazione ufficiale è cominciata, i matrimoni religiosi sono diventati la metà rispetto al 1991 e oltre i tre quarti delle coppie cattoliche convivono prima di sposarsi. Abbiamo parlato di questa situazione con Elizabeth Davies, responsabile di un nuovo progetto sulla famiglia per la Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles. “Non esiste ambito della nostra vita, come il matrimonio, – afferma Davies – in cui ci impegniamo così totalmente sotto ogni punto di vista, fisico, psicologico, spirituale, con un’altra persona e il fatto che il partner assuma lo stesso impegno è un gesto molto forte. Quando non si ha più il coraggio di farlo si sente la mancanza di un valore importante. Nella nostra società c’è la convinzione che il matrimonio sia molto costoso e le coppie che hanno altre priorità, per esempio comprare una casa, preferiscono rimandare. Ma le ragioni di questa crisi non sono solo economiche”.E quali sono allora? E che risposte cerca di dare la Chiesa? “Penso che i rapporti richiedano molto tempo per essere coltivati e le coppie oggi sono sotto pressione da più fronti e mantenere vivo il dialogo e il rapporto non è facile. Uno dei problemi sono le aspettative delle coppie nei confronti del matrimonio. Ci si sposa, si raggiunge un sogno e si pensa che tutto sarà perfetto il che è una aspettativa irrealistica. Nel 2004 quindicimila famiglie cattoliche intervistate dalla Chiesa dichiararono di sentire l’ideale di matrimonio cattolico come impossibile da raggiungere e di non sentirsi accolte all’interno della Chiesa. In risposta i vescovi inglesi hanno creato il programma “Celebrating family: blessed, broken, living love”, celebrare la famiglia: un amore benedetto, spezzato, vivo, che si trova oggi nella sua seconda fase chiamata “Home is a holy place”, ovvero la casa è un posto sacro”.Cosa propone in concreto alle famiglie questo programma?“Stiamo organizzando incontri in ogni diocesi per diffondere nelle parrocchie il materiale che abbiamo preparato. Si tratta di risorse e mezzi pensati per essere usati in tanti modi diversi, durante i corsi di preparazione della Prima Comunione per avvicinare i genitori, durante le prediche, frasi significative potrebbero andare nel bollettino della parrocchia, oppure potrebbero essere inviate, magari a turno a diverse famiglie nella stessa parrocchia. Parlare della famiglia con le famiglie e anche tra sacerdoti: l’incontro tra presbiteri a livello di decanato o il consiglio pastorale sono ambiti dove parlare di questo tema. Credo che la consapevolezza che le coppie stanno facendo qualcosa di sacro mentre costruiscono una famiglia, che è il messaggio del programma, sia poco diffusa tra le famiglie cattoliche”.Pensa che ci vorrebbe uno spazio specifico per la famiglia nelle parrocchie come ne esiste uno per la preparazione ai Sacramenti?“La parrocchia è uno spazio ideale per le famiglie ma le risorse spesso sono limitate e le famiglie stesse hanno poco tempo e non sempre possono incontrarsi e costruire rapporti di amicizia. Mentre quando ci si sposa c’è un incentivo a partecipare al corso di preparazione al matrimonio, una volta sposati, alle prese con i figli e il lavoro c’è meno tempo e meno interesse a partecipare a incontri. Un altro problema è la forte mobilità che esiste anche nel Regno Unito dove le coppie, una volta che si sono sposate in una parrocchia, si spostano in un’altra, per vari motivi tra cui il lavoro o la casa”. Oltre al programma esistono delle iniziative nelle chiese locali per le famiglie?“La diocesi di Arundel-Brighton nel sud di Inghilterra sta organizzando una serie di incontri per le coppie al sabato mattina. Nella Chiesa di Inghilterra e Galles vi saranno dodici nuovi posti di lavoro dedicati al settore famiglia, un terzo per ampliare servizi che già esistono un terzo per implementare progetti nazionali come quello che stiamo lanciando ora, un terzo per dare vita a strutture di base per il ministero delle famiglie. Nella diocesi di Nottingham per esempio cercano una persona che collabori con i genitori per insegnare loro ad avviare una vita spirituale e di preghiera nelle famiglie. La chiesa anglicana di Holy Trinity Brompton a Londra invita le coppie a una cena in cui fare insieme il punto sul loro matrimonio. A Londra Lancaster e Manchester le famiglie vengono incoraggiate a incontrarsi in analoghe occasioni per costruire rapporti che le aiutino nella vita di tutti i giorni”.