Inghilterra e Galles: messa per i cristiani in IraqUna Messa a sostegno dei cristiani in Iraq e di quanti subiscono violenze e sofferenze nel Paese: la presiederà il prossimo 16 giugno nella cattedrale di Westminster (ore 17.30), il card. Cormac Murphy-O’Connor. “In un tempo in cui molti cristiani dell’Iraq sono stati costretti a fuggire dalla loro patria – spiegano dalla diocesi di Londra – la Messa offrirà l’opportunità a vescovi e fedeli di riunirsi per un momento di solidarietà con essi, e costituirà inoltre occasione di preghiera per la pace in Iraq e per le comunità irachene presenti in Inghilterra e Galles”. Diversi i vescovi concelebranti: tra essi Crispian Hollis (Portsmouth) che, su invito dei vescovi caldei, un mese fa si è recato in Iraq con il vescovo ausiliare di Birmingham, William Kenney, ed ha visitato Erbil, Kirkuk e Sulemaniyah, condividendo le esperienze della popolazione e dei religiosi. “Molte persone hanno perduto la casa, i beni e il lavoro e stanno perdendo anche la pazienza e la capacità di sopportazione. Ecco perché questa visita è molto utile per incoraggiarci ad andare avanti e a sperare in un futuro migliore” aveva detto l’arcivescovo Loius Sako di Kirkuk, che aveva ospitato i due presuli britannici. “Ciò che vogliamo – afferma fr. Habib Jajou, cappellano della comunità cristiano-caldea degli iracheni a Londra – è far sapere alla gente quanto è grave la situazione delle nostre comunità in Iraq, e non solo per i cristiani, ma anche per le altre minoranze”. Nel corso della Messa verranno recitate speciali preghiere per l’arcivescovo di Mosul, Faraj Rahho, ucciso nello scorso mese di marzo, per Margaret Hassan e per tutti coloro che hanno perduto la vita in Iraq. Gli organizzatori fanno sapere che il Vangelo sarà cantato in arabo e il Padre nostro verrà recitato in aramaico, “le due lingue – spiegano – più vicine a quella di Cristo”.Belgio: i 75 anni del card. DaneelsIl 4 giugno il card. Godfried Danneels, dal 1979 arcivescovo di Malines-Bruxelles, ha compiuto 75 anni, e in base al Codice di diritto canonico ha presentato le sue dimissioni a Benedetto XVI. “Ho già inviato la mia lettera al Papa, non perché abbia fretta di andarmene, ma perché non ho troppa fiducia nelle poste italiane” ha detto il presule, scherzando con i giornalisti incontrati alla vigilia del suo compleanno. “Mi è successo tutto senza che io pianificassi nulla – ha aggiunto ripercorrendo la sua vita -… la mia stessa vocazione non è stata una scelta, sono nato così…”. Se il Pontefice non accettasse le sue dimissioni, l’arcivescovo potrebbe ricoprire ancora per qualche anno l’incarico pastorale in diocesi, “ancorché non sia proprio il mio auspicio”, precisa il cardinale, appassionato di studio e insegnamento tanto da autodefinirsi “un topo di biblioteca”. Rievocando “i momenti forti” del suo mandato Danneels rammenta, in particolare, la pubblicazione di 54 lettere pastorali, i cui argomenti, spiega, “si sono evoluti nel corso degli anni”. All’inizio esse trattavano “temi interni alla Chiesa”; successivamente “gli argomenti sono diventati più ‘sociali’, come “il benessere spirituale o alcuni temi psicologici”. Tra gli avvenimenti più significativi della sua vita, l’arcivescovo richiama la visita in Belgio di Giovanni Paolo II nel 1985. A proposito della fede osserva: “E’ evoluta nelle sue forme e si è ‘dislocata’. Nei momenti forti della vita come battesimi, matrimoni e funerali, le Chiese fanno il pieno”. Il suo maggiore rammarico? “Oggi la società non sa accettare la sofferenza, la malattia e la morte. Sopprime tutto ciò contro cui non si può combattere”.Scozia: un giardino per non dimenticareUn giardino e un chiostro appena fuori la cattedrale cattolica più importante di Glasgow per ricordare gli italiani morti a bordo della nave “Arandora Star” nel 1940. Il 28 maggio l’arcivescovo di Glasgow Mario Conti e il Primo Ministro scozzese Alex Salmond hanno lanciato un appello per la raccolta di fondi per costruire il nuovo giardino appena fuori la cattedrale di St. Andrew di Glasgow. I lavori per la costruzione della nuova attrattiva turistica (1,5 milioni di sterline, 1,8 milioni di euro) cominceranno nell’inverno prossimo e dureranno un anno. Il nuovo spazio è stato curato dall’architetto italiano Giulia Chiarini. Nel 1940 quando l’Italia entrò in guerra sul versante opposto al Regno Unito centinaia di italiani vennero arrestati e morirono quando la nave sulla quale venivano deportati affondò. “La possibilità di costruire un giardino come questo capita una sola volta nella vita”, ha dichiarato mons. Conti, “Tocca alla nostra generazione rendere questo meraviglioso monumento una realtà. L’appello è aperto a persone di qualunque razza o nazionalità. Sarà un giardino per tutti e vogliamo che vi sia un “muro di nomi” per ricordare coloro che sono morti e coloro che hanno aiutato a costruire il chiostro”. “Il monumento sarà un simbolo significativo del grande legame di amicizia tra la Scozia e l’Italia”, ha detto ancora l’arcivescovo.