CONSIGLIO D'EUROPA
Novità dal Congresso dei poteri locali e regionali del CdE
Le “quote rosa” assumono una valenza ufficiale e obbligatoria. La quindicesima sessione plenaria del Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa, che si è svolta dal 27 al 29 maggio a Strasburgo, si è insediata con una composizione rinnovata: ogni delegazione dei 47 paesi membri CdE conta ora su una percentuale minima del 30% di donne. Il Congresso diventa così la prima assemblea politica ad aver fissato una tale soglia come condizione per l’adesione. La dimensione sociale dell’integrazione. Istituito nel 1994 come organo consultivo del Consiglio d’Europa, il Congresso conta 318 componenti divisi in due camere; è “il portavoce degli interessi delle regioni e dei comuni” e opera per la costruzione “dal basso” della democrazia europea. Tale organismo era sorto dopo la caduta del Muro di Berlino per aiutare i nuovi Stati membri a rendere effettiva l’autonomia locale e regionale. Vi sono oggi rappresentati enti locali, province e regioni del vecchio continente. I lavori sviluppatisi nella tre-giorni del Palais de l’Europe si sono concentrati sulla dimensione sociale dell’integrazione: si è infatti parlato di “integrazione dei migranti attraverso politiche locali per l’alloggio”, reinserimento sociale dei bambini che vivono e lavorano nelle strade, approccio sociale della lotta contro il razzismo, giovani e partecipazione politica, dialogo interculturale e interreligioso “come opportunità di democrazia locale”. “Un guardiano della democrazia”. In apertura di sessione, il Congresso ha provveduto a rinnovare i suoi vertici e anche in questo caso le sorprese non sono mancate: infatti è stato eletto all’unanimità in qualità di presidente, per un mandato di due anni, il rappresentante turco Yavuz Mildon, aderente al gruppo Popolare. La romena Ludmila Sfirloaga, del gruppo Socialista, è stata scelta per guidare la Camera delle regioni, mentre il maltese Ian Micallef (anch’egli aderente al gruppo Popolare) è stato confermato presidente della Camera dei poteri locali. Durante il suo discorso di investitura, Yavuz Mildon ha affermato: “Il Congresso è una struttura paneuropea unica, un guardiano autentico della democrazia locale sul nostro continente e un partner politico nel dialogo con i governi”. Il neo presidente ha quindi aggiunto: “Data la rinnovata composizione” di questa assemblea, “noi ci troviamo nella posizione migliore per perseguire i nostri ambiziosi scopi”. Ovvero: “Sviluppare la cooperazione transfrontaliera e interterritoriale, far fronte a importanti questioni sociali e consolidare il ruolo del Congresso nel processo europeo”. Città solidali e “sostenibili”. Il Congresso ha quindi approvato la “Carta urbana europea II: manifesto per una nuova urbanità”. Myriam Constantin, francese, vice sindaco di Parigi, che ne ha seguito l’iter, spiega: “Il ruolo delle città è e sarà sempre più importante” nell’era globale e dinanzi ai cambiamenti demografici in atto (accentuato fenomeno dell’urbanesimo, migrazioni, invecchiamento della popolazione). Da qui l’esigenza di realizzare “azioni e politiche pubbliche” per “un’Europa in cui le città siano sostenibili, solidali e al servizio dei cittadini”. Secondo Constantin, “tale manifesto è un messaggio ambizioso per i rappresentanti eletti a livello locale, i cittadini e tutte le parti coinvolte nello sviluppo urbano”. La nuova Carta si affianca a quella varata negli anni ’90, considerati i rapidi mutamenti registrati in questi anni nella società, nell’economia continentale e a livello di coscienza ambientale. “Il Congresso invita ora le autorità locali e i governi a tradurre i principi contenuti in questo testo in azioni concrete”. Henk Kool, olandese, vice sindaco dell’Aia e vicepresidente di Eurocities (network cui aderiscono 130 grandi città di 30 nazioni), puntualizza: “Un manifesto da solo non basta. Occorre che le città si impegnino a realizzare i contenuti” della Carta urbana.Protezione dei minori, dialogo tra le culture. In emiciclo si sono registrati numerosi dibattiti, cui sono intervenuti, tra gli altri, il segretario generale del Consiglio d’Europa, Terry Davis e Vasyl Kuybida, ministro ucraino per lo sviluppo regionale, il quale ha ricordato il “valore del decentramento delle competenze” e il necessario “compimento di riforme delle autonomie locali” per superare i ritardi nell’attuazione della democrazia e dello sviluppo economico e sociale. Il Congresso ha poi fatto appello “alla società civile e ai governi per adottare una vera politica per la protezione dei bambini di strada”, cui sono negate le condizioni fondamentali per crescere, formarsi e diventare adulti, subendo anche vere e proprie forme di violenza. Tra gli ospiti, si è rivolto al Congresso il governatore di Nara (Giappone), Shogo Arai , che ha ribadito “la rilevanza del dialogo tra le città” di tutto il mondo, per “scoprire e valorizzare la diversità di vita, le culture, le storie” e costruire la pace a livello internazionale.