BIOETICA

Vite da gettare?

Embrioni ibridi: il falso alibi della cura delle malattie

Con la fabbricazione degli embrioni ibridi, uomo-animale, approvata in questi giorni dal governo britannico, è stata aperta la porta al “trans-umano”. “Da un punto di vista biblico è interessante ricordare che nei libri dell’Esodo e del Deuteronomio è scritto che non è lecito incrociare semi di specie diverse e distanti. La creazione è stabilita attraverso delle linee. E secondo i testi biblici queste non possono essere perturbate”. E’ secca la condanna di Gregory Katz, professore titolare della cattedra di bioetica e innovazione terapeutica all’Essec business school di Pargi e Singapore della legge inglese che permette la creazione dei cosiddetti embrioni chimera da usarsi per produrre pezzi di ricambio umani. Condanna che non si ferma solo sul piano etico e religioso, ma affonda i suoi colpi anche e soprattutto su quello scientifico. Il 36enne studioso ebreo, la cui nonna è sopravvissuta ai campi di sterminio è vice presidente dell’associazione Eurocord, una piattaforma europea di ricerca sulle cellule staminali provenienti dal sangue del cordone ombelicale. Daniele Rocchi, per SIR Europa, ha incontrato Katz a Subiaco (Roma) dove il 24 maggio ha ritirato il “Premio san Benedetto”, per la promozione della vita e della famiglia.In nome del progresso la scienza sta preparando lo sfruttamento dell’uomo da parte dello stesso uomo. Non le sembra paradossale?“Al di là dell’aspetto puramente biblico già segnalato c’è una dimensione più umanista che rende urgente precisare il significato di dignità umana. L’uomo è la sola creatura capace di pensare, riflettere. Con queste nuove tecniche si intende costruire un transumano, o peggio, degli uomini da gettare via. Esseri ritenuti non del tutto umani e come tali privi di dignità e quindi non degni di rispetto. L’uomo non è più al centro del mondo. Stiamo andando verso la creazione del minotauro, metà uomo e metà animale. Scienza genetica e umanesimo dialoghino per riconciliarsi”.Sul tappeto c’è la cura di molte malattie…“La questione è capire se il fine giustifica i mezzi. Il vero nodo è sapere se esistono altri mezzi per raggiungere questo scopo. E questi mezzi già esistono. Fare ricerca sulle cellule staminali per curare le malattie è un’ottima idea. Ma non c’è solo questo metodo. Ci sono staminali all’interno del sangue del cordone ombelicale, staminali adulte riprogrammabili in modo da risultare indistinguibili dalle staminali embrionali come ha dimostrato lo scienziato giapponese Shinya Yamanaka, della Kyoto University. Se si possono riprogrammare cellule adulte, allora perché creare embrioni ibridi? E’ lecito chiedersi: si vuole curare o si vuole clonare?”.Quanto pesa il business in questa scelta di campo?“Le società che lavorano sulla clonazione sono quotate in borsa, sono lobby molto importanti che vogliono mantenere il loro territorio di ricerca. Sono potenti anche politicamente ma anche ‘imbarazzate’ dalla concorrenza della ricerca sulle cellule staminali dal cordone ombelicale e sulla riprogrammazione delle cellule adulte”. Per questo non si parla molto delle cellule provenienti dal cordone ombelicale?“La ricerca sulle cellule staminali da sangue del cordone ombelicale va avanti da 37 anni ormai. In questi anni sono state innestate in 2000 pazienti. Si tratta di cellule che permettono di curare leucemie, linfomi, malattie autoimmuni e genetiche. Dalle cellule da sangue del cordone ombelicale abbiamo tratto cellule dei neuroni, dei muscoli, cardiache, polmonari, pancreatiche per la cura del diabete. Abbiamo migliaia di pazienti trattati con cellule staminali da sangue del cordone ombelicale e nessuno con cellule embrionali. Sono stato al Parlamento europeo a parlare di questo tema, mi sto battendo perché queste cellule possano esistere ma ci sono lobby più ideologizzate che scientifiche che portano avanti un dibattito poco scientifico. Ian Wilmut, scienziato britannico famoso per avere clonato la pecora Dolly nel 1997, sei mesi fa quando ha scoperto che si possono riprogrammare le cellule adulte, riportandone indietro l’orologio biologico, come dimostrato dal giapponese Yamanaka, ha rinunciato alla clonazione dedicandosi di fatto alle ricerca sulle cellule adulte. La cura delle malattie è un falso alibi. C’è una specie di narcosi provocata dal fascino della nozione di progresso che però può diventare il contrario”. In Europa sembra avanzare la tendenza a fare ricerca su cellule embrionali piuttosto che su quelle adulte. Per quale ragione?“E’ un problema economico basato sui brevetti. Se l’Europa non si attiva queste ricerche saranno condotte in Cina, a Singapore e in Corea o negli Usa. L’Europa diventerà dipendente e dovrà pagare delle royalties a questi Paesi. Adesso il programma quadro europeo per la ricerca rende l’Europa più attrattiva con brevetti e legislazioni sufficientemente permissive ma, ripeto, è un interesse economico”.