ECUMENISMO
Birmania: una lettera di Rowan Williams L’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, ha scritto una lettera all’arcivescovo di Myammar e vescovo di Yangon Stephen Than Myint Oo della Chiesa anglicana in Birmania, per esprimere la sua vicinanza e solidarietà alla popolazione colpita dal ciclone Nargis. “Sono colpito – scrive Williams – nel sapere quanti sforzi si stanno compiendo per aiutare le decine di migliaia di persone che sono rimaste senza acqua potabile, cibo e rifugio. I nostri cuori soffrono con tutti coloro che hanno perso i loro cari, le loro case, le loro vite. Di fronte a tali perdite, tutto ciò che posso offrire nelle mie preghiere per voi è la certezza nell’amore di Dio, anche laddove la terra è stata sfigurata da un disastro naturale… Ti prego di assicurare ai nostri fratelli e sorelle della Comunione le nostre preghiere per voi”. Francia: i 20 anni del Consiglio delle Chiese”In questi 20 anni i cristiani di Francia hanno imparato a conoscersi e a lavorare insieme. Si sono tessuti rapporti di stima e di amicizia. Il confronto delle idee ha permesso di ben delineare le sensibilità di ciascuna delle tradizioni ecclesiali”. Questo il bilancio stilato in un comunicato stampa dai tre leader delle Chiese francesi per il 20 anniversario del Consiglio delle chiese cristiane in Francia che sarà celebrato mercoledì 14 maggio a Parigi nella cattedrale Saint Stéphane (sede della Assemblea dei vescovi ortodossi francesi). Il comunicato è firmato dal card. André Vingt-Trois per la Conferenza episcopale francese, dal pastore Claude Baty per la Federazione protestante di Francia e dal metropolita Emmanuel per l’Assemblea dei vescovi ortodossi. Fondato nel 1987, il Consiglio delle Chiese – si legge nel comunicato – si è dato come obiettivo quello di “essere un luogo di scambio di informazioni, di ascolto e di dialogo” per “facilitare una riflessione ed eventualmente delle iniziative comune”. Così è stato: dal 1987 cattolici, protestanti e ortodossi di Francia hanno sostenuto iniziative e prese di posizioni comuni su molti temi, dalle politiche sulla migrazione, al no alla pena di morte e alla tortura, alla opposizione per il commercio delle armi, alla violazione delle tombe e dei luoghi di culto. Tutto ciò rappresenta oggi un incoraggiamento a “proseguire questo lavoro”.Italia: il primo vescovo ortodosso romenoGiovedì 8 maggio nella Chiesa Sant’Anastasio di Lucca (Toscana) si è tenuta la celebrazione di intronizzazione di Sua Eccellenza Siluan, primo vescovo della diocesi ortodossa d’Italia. All’evento hanno partecipato diversi membri del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa romena guidati dall’arcivescovo Iosif, metropolita della Metropolia ortodossa romena dell’Europa occidentale e meridionale, vescovi ortodossi presenti in Italia, vescovi cattolici, rappresentanti delle autorità di Stato della Romania e dell’Italia. In una dichiarazione a SirEuropa, mons. Siluan ha parlato della necessità di assicurare ai fedeli ortodossi romeni “una cura pastorale, sacramentale e spirituale”. “La priorità è la cura della persona umana e la persona umana ha bisogno del cibo del cuore, ma ha anche bisogno del cibo naturale, che è il bisogno di condurre una vita decente e dignitosa. La nostra gente – prosegue il vescovo – si trova in una situazione di sradicamento spirituale e fisico dal loro paese. Penso in particolare ai poveri, alle persone sole, ai malati negli ospedali, ai detenuti. Ce ne sono tanti nelle carceri, e tanti di loro sono anche minorenni lasciati abbandonati. C’è tantissimo da fare ma siamo pronti a lavorare”. Mons. Siluan guiderà le 75 parrocchie presenti attualmente in Italia, servite da più di 85 preti e diaconi. Riguardo al dialogo ecumenico, il vescovo dice: “C’è quindi una storia di dialogo consolidata. A noi spetta solo di proseguire quello che i nostri predecessori hanno fatto”.Kek: investimenti finanziari e criteri etici La Commissione “Chiesa e società” della Conferenza delle Chiese europee (Kek), insieme a “Oikocredit” e alla Chiesa luterana di Finlandia, hanno promosso una Conferenza sull’impegno delle chiese per l’investimento socialmente responsabile. Alla Conferenza – che si è tenuta il 6 e 7 maggio nella sede del Parlamento Europeo a Bruxelles – hanno partecipato oltre 70 persone, rappresentanti di Chiese e organizzazioni di 20 paesi. “La conferenza – si legge in un comunicato della Kek – ha evidenziato che le Chiese hanno un forte potere di influenzare le corporazioni affinchè queste sottomettano le loro politiche di investimento a criteri etici” e che è importante sfatare l’opinione che investimenti socialmente responsabili debbano per forza diminuire il ritorno finanziario. “È piuttosto vero il contrario, soprattutto sugli investimenti a lungo termine”.