Austria, Scozia, Germania

Austria: prevenire meglio che punire”La prevenzione è più importante dell’inasprimento della pena”: questo il parere di mons. Klaus Küng sulla terribile vicenda del caso di incesto di Amstetten. In un’intervista pubblicata il 3 maggio dal quotidiano “Die Presse”, il vescovo di St. Pölten, ha sottolineato che in casi “di un comportamento così perverso, come quello del presunto colpevole, si pone la questione della capacità d’intendere e di volere”: infatti, ha aggiunto “una persona può essere intelligente e dotata e ciononostante essere profondamente disturbata. Una persona così può essere molto pericolosa; ma la questione dell’imputabilità soggettiva non è semplice. Ritengo che una riflessione sulla profilassi sia più importante rispetto all’inasprimento della pena”. Il vescovo ha messo in dubbio i pareri secondo cui la mancata scoperta dei fatti di Amstetten sarebbe da ricondurre all’esistenza di un sistema autoritario, radicato anche nel cattolicesimo. “Non ho l’impressione che qui esiste un sistema particolarmente autoritario, tanto meno che esso sia originato nel cattolicesimo”, ha affermato. “È semmai un dato di fatto che ultimamente, con la diffusione della pornografia, le fiere dell’erotismo e con la liberalizzazione dell’educazione sessuale si stia verificando una decadenza dei costumi”. A queste tendenze i “fedeli devono opporsi in modo più deciso”; ma è “anche molto importante un rinnovamento della vita di fede”, ha aggiunto, poiché “senza la fede l’egoismo diventa sempre più forte e le persone diventano sempre più sole”. È infine necessario, secondo Küng, “intensificare gli sforzi delle comunità parrocchiali per quanto riguarda la pastorale dei giovani e l’assistenza alle famiglie”. Scozia: troppe donne detenute nelle carceri del PaeseIl sacerdote cattolico responsabile per le prigioni scozzesi, Brian Gowans, ha dichiarato di condividere la preoccupazione del Procuratore Generale che ha lanciato l’allarme sull’alto numero di donne detenute nelle carceri del Paese. “Possiamo già contare su esperienze positive come programmi di riabilitazione dalla droga, ma dobbiamo fare di più”, ha dichiarato don Gowans. “Sono convinto che imprigioniamo un numero troppo alto di uomini e donne e che ci sono forme alternative di controllo della criminalità che hanno un effetto più positivo sia sulla comunità che sugli individui”. Don Gowans ha aggiunto che spesso ” a finire in prigione sono proprio le donne vittime di chi organizza il traffico di clandestini e che arrivano in Scozia in modo illegale”. “I confini europei non sono affatto scomparsi e il traffico di clandestine è un problema”, ha dichiarato. “Si tratta di una situazione che dobbiamo monitorare con attenzione”. Il numero di donne nelle prigioni scozzesi è, infatti, raddoppiato negli ultimi dieci anni e benché la prigione per crimini violenti è un caso raro, l’impatto sui figli è devastante. Il Procuratore generale, Elish Angiolini, parlando alla commissione “Holyrood” sulle pari opportunità ha detto che è ora di aprire una inchiesta sulle esperienze delle donne nelle carceri scozzesi. “È nostro dovere studiare a fondo che cosa possiamo fare per ridurre il numero di donne carcerate, soprattutto quando questo comporta la distruzione di una famiglia e un danno alle nuove generazioni”. Germania: “no” alle adozioni per coppie omosessualiNo al diritto di adozione da parte di coppie omosessuali: lo ha ribadito nei giorni scorsi mons. Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca. “La famiglia trae origine dal fatto che l’uomo e la donna generano insieme i bambini”, ha affermato, aggiungendo di non ritenere “giusto far crescere i bambini senza il rapporto con padre e madre, voluto dall’ordine naturale” e di non comprendere “come mai si voglia costruire e persino consolidare giuridicamente una situazione che non favorisce lo sviluppo del bambino”. Circa un’eventuale introduzione del diritto di voto per famiglie, Zollitsch non si è detto d’accordo, ritenendo che un provvedimento di questo genere creerebbe “problemi sostanziali per quanto concerne la comprensione tradizionale della democrazia, secondo cui ad ogni cittadino spetta un voto”. Si configurerebbero inoltre problemi per stabilire quale genitore debba esercitare l’eventuale diritto di voto per i bambini. Le perplessità su un diritto di voto per famiglia sono “condivise dalla maggioranza dei vescovi”, ha puntualizzato Zollitsch, definendo comunque la proposta “un tentativo di rafforzare il diritto di parola delle famiglie con figli”.